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ORTI ORICELLARI

Comune: Firenze
Via:Bernardo Rucellai
Tel:055 2302212 fax 055 283839
Orario di apertura:solo su appuntamento
Ingresso:gratuito
Accessibilità ai disabili:si


foto giardino - clicca per ingrandire immagine in un'altra finestra
Sorto alla fine del Quattrocento, su una proprietà acquistata da Nannina de' Medici, sorella di Lorenzo il Magnifico, e dal marito Bernardo Rucellai, il palazzo può essere ritenuto uno dei più importanti centri culturali. Adornato dal celebre Giardino degli Orti Oricellari (Orti dei Rucellai), noto per aver ospitato l'Accademia platonica e per aver radunato personalità come Niccolò Machiavelli, Jacopo Nardi e papa Leone X. In seguito a rovesci finanziari e politici della famiglia Rucellai, nel 1573, la proprietà fu acquistata da Bianca Cappello che riportò gli Orti agli antichi splendori. Nel 1640, per complesse vicende ereditarie tornarono ad essere di proprietà dei Medici. La prima grande trasformazione del giardino risale alla metà del XVII secolo e risente dell'influenza del Buontalenti sia per l'uso dell'acqua sia per la presenza di statue gigantesche. Come a Pratolino la scena, sia pure in dimensioni ridotte è di tipo arcadico, ispirata alla mitologia classica. All'impianto all'italiana si aggiungeva la ricerca dell'effetto scenografico che culminava nella gigantesca figura di "Polifemo che beve all'otre", opera di Antonio Novelli. La grotta degli Orti, opera anche questa del Novelli, ha l'aspetto di una caverna decorata con spugne e statue in atteggiamento dinamico raffiguranti i venti. La grotta è composta da due camere comunicanti, di cui la prima ellittica e la seconda di forma regolare con affreschi riproducenti delle Ninfe. Un'ulteriore trasformazione del giardino avvenne nei primi dell'Ottocento, quando il marchese Giuseppe Stiozzi Ridolfi incaricò l'architetto Luigi Cambray Digny di adeguare il giardino alla moda dell'epoca di gusto inglese. Il progetto, interrotto dall'asse centrale culminante nel tempio di Flora, proponeva, sia pure in uno spazio ristretto, percorsi sinuosi, collinette, piccoli specchi d'acqua, statue ed effetti di rovine. Gli antichi elementi dominanti, Polifemo e la Grotta vennero totalmente assorbiti nella nuova composizione. Nel 1861, un nuovo passaggio di proprietà, segnò una successiva trasformazione ad opera della principessa Olga Orloff, che incaricò Giuseppe Poggi di ammodernare la villa ed il giardino. Poggi propose un disegno classicheggiante ripristinando il laghetto dal quale emergeva la statua di Polifemo. Con i lavori per Firenze capitale, gli Orti furono divisi in due parti dalla Via Benedetto Rucellai. Successivamente intervennero altre manomissioni che tuttavia nel complesso non hanno sconvolto la fisionomia data da Giuseppe Poggi.

linea grafica

The villa building, erected in the late 15th century over a property bought by Nannina de' Medici, the sister of Lorenzo il Magnifico, and by her husband Bernardo Rucellai, is undoubtedly of particular cultural importance. Set amid the Giardino degli Orti Oricellari (or Rucellai Gardens), it is known to have hosted the Plato Academy, and to have attracted such personalities as Niccolò Machiavelli, Jacopo Nardi and Pope Leo X. Following the financial and political misfortunes of the Rucellai family, the property was sold in 1573 to Bianca Cappello, who restored the gardens to their former splendour. In 1640, the property once again passed into Medici hands as a result of a complex inheritance situation. The first main transformation of the garden dates back to the mid-17th century, when Buontalenti introduced new water displays and giant statues. Here, as in Pratolino though on a smaller scale, the atmosphere is Arcadian, and takes its inspiration from classical mythology. The Italian-style layout is enhanced by a highly theatrical effect culminating in the huge figure of Polyphemus drinking from a wineskin, sculpted by Antonio Novelli. The Garden Grotto, also the work of Novelli, is a cave decorated with sponges and statues in dynamic poses and representing the winds. The grotto consists of two communicating chambers, the first elliptical in shape, the second regularly shaped with frescoes of nymphs. The garden underwent a further transformation in the early 19th century, when marquis Giuseppe Stiozzi Ridolfi commissioned architect Luigi Cambray Digny to adapt the garden to the English style then in vogue. Though relatively small, the new garden (which was divided by the central avenue ending in the temple of Flora) was landscaped with winding paths, hillocks, small pools, statues and artificial ruins. Ancient elements dominated, and the statue of Polyphemus and the grotto were absorbed into the new layout. In 1861, the property changed hands yet again and princess Olga Orloff commissioned Giuseppe Poggi to modernise the villa and the garden. Poggi presented classical-style plans and reinstated the pool from which the statue of Polyphemus emerged. During the large-scale works carried out when Florence was capital of the Kingdom of Italy, the gardens were cut into two parts by Via Benedetto Rucellai. Generally speaking, however, few if any of the changes made after the creation of the new road altered the layout created by Giuseppe Poggi.

 
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