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PARCO DI VILLA DEMIDOFF

Comune:Vaglia
Località:Pratolino
Via:Fiorentina, 276
Tel:055409427; 055409155
Ingresso: Gratuito
Orario di apertura:

Maggio, Settembre e Ottobre: sabato, domenica e festivi (1° Maggio) 10-18.
Giugno, Luglio e Agosto: sabato, domenica e festivi (2 giugno, 15 agosto) 10-19.
Per maggiori informazioni si rimanda alla seguente pagina: http://www.firenzeturismo.it/pratolino/visitare-il-parco.html

Accessibilità ai disabili:


foto giardino - clicca per ingrandire immagine in un'altra finestra
La grande tenuta, attigua all'Uccellatoio, fu acquistata nel 1568 da Francesco I dei Medici, il quale affidò al Buontalenti l'incarico di edificare una splendida villa (1569-1581), soggiorno per Bianca Cappello. Circondata da un grande parco di abetine, il palazzo aveva al piano terra un complesso di giuochi artificiali con automi, scherzi d'acqua e scenari impreziositi dalla presenza di statue antiche, madreperle, pietre dure e marmi pregiati; anche il parco intorno era ricco di fantasiose trovate e di fontane monumentali; il Buontalenti stesso fu l'ideatore di queste macchine. Il parco era tagliato da un'asse coincidente con uno stradone che appariva come l'unico elemento regolato in una morfologia ricca d'anfratti, cavità e irregolarità del terreno. L'asse principale nord-sud, che univa le due parti del parco, al cui centro era posta la villa, era segnato dall'acqua, elemento generatore e assoluto protagonista simbolico del parco. L'asse idrico andava dalla Fontana di Giove alla Vasca della Lavandaia, proseguiva attraverso il Parco degli Antichi, la villa di Francesco I e il Parco dei Moderni, evidenziando la centralità del Colosso dell'Appennino. Questo, che rimane l'esempio più pregevole degli arredi originali, fu eseguito dal Giambologna in dimensioni gigantesche, e la parte bassa è una grotta esagona dalla quale si accede, mediante una scala, al vano ricavato nella parte alta del corpo e nella testa, che all'interno prende luce dagli occhi. All'esterno la statua è ornata di spugne e concrezioni calcaree, dalle quali versava l'acqua nella piscina sottostante. Alle spalle dell'Appennino si trovava il grande labirinto d'alloro, mentre sul davanti si apriva un ampio prato, con ai lati collocate ventisei antiche sculture. I vari elementi architettonici del parco erano individuabili grazie alla percezione dei sensi, stimolati dal rumore delle acque e dalle piogge artificiali. A Pratolino, benché fosse un modello culturale imitato in tutta Europa, si cominciarono a registrare fin dal Seicento le prime sparizioni di statue e di impianti idraulici. Il complesso, che era troppo costoso per poter sopravvivere, ebbe un periodo di abbandono con l'avvento dei Lorena. Molte delle statue furono trasferite al Giardino di Boboli, ed il parco diventò una riserva di caccia. Pratolino attraversò quindi anni di abbandono finché nel 1819 il Granduca Ferdinando III di Lorena mutò lo splendido giardino all'italiana in giardino all'inglese, per opera dell'ingegnere boemo Joseph Fritsch. Questa scelta progettuale comportò l'allargamento delle aree di rappresentanza a spese di quelle coltivate, e l'ingrandimento della superficie del parco da venti a settantotto ettari. I ruderi del parco Buontalentiano furono felicemente inglobati nell'impianto paesistico del nuovo parco. All'ingegnere Joseph Fricks si deve, nel 1822, anche la demolizione del palazzo. Il parco, di proprietà di Leopoldo II dal 1837, fu venduto alla sua morte al principe Paolo Demidoff, che lo ripristinò trasformando il superstite edificio della "paggeria" in comoda abitazione. Dall'ultimo discendente dei Demidoff, la proprietà passò all'Amministrazione Provinciale di Firenze. Nonostante molte opere d'arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste si annovera: il Colosso dell'Appennino; la Fonte di Giove, la cui copia fu collocata dai Demidoff alla fine dell'Ottocento; le due mete di spugna; la Cappella, a piante esagonale con loggiato esterno, in cui è sepolta l'ultima principessa Demidoff; la Fonte del Mugnone, la cui statua fu scolpita dal Giambologna (1577); la Peschiera della Maschera, adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi; la Grande Voliera; la Fagianeria; la Grotta di Cupido, costruita dal Buontalenti nel 1577; il Casino neoclassico di Montili, realizzato intorno al 1820 dall'architetto Luigi De Cambray-Digny. In tutto il parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani, veri e propri monumenti naturali ricchi di suggestione.

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The large estate adjoining the Uccellatoio, or bird trap, was purchased in 1568 by Francesco I dei Medici, who commissioned Buontalenti to build a splendid villa (1569-1581), for the use of Bianca Cappello. Surrounded by a large park of fir trees, the palace had on its ground floor a complex of artificial games with automata, water displays and scenes decorated with ancient statues, mother-of-pearl, semi-precious stones and quality marble. The surrounding park was also imaginatively furnished with various delights, including monumental fountains. Most of these contraptions were designed by Buontalenti himself. The park was divided by an axis coinciding with a major road that seemed to be the only regular feature of an area of caverns, crevices and generally uneven terrain. The main north-south axis, which connected the two parts of the park, at the centre of which the villa stood, was characterised by water, the most important element of the estate and indeed a symbol of the entire park. The water was taken from the Fountain of Jupiter to the so-called "Washerwoman's Pool", then continued through the "Park of the Ancients", the villa of Francesco I and the "Park of the Moderns", highlighting the central feature: the Colossus of the Apennines. This statue, the most noteworthy original work in the park, is a huge statue sculpted by Giambologna. In the lower part is a hexagonal grotto from which steps lead up to the chamber created in the upper part of the body and the head, to which light is admitted through the apertures of the eyes. On the outside the statue is decorated with sponges and limestone concretions, from which water would flow into the pool below. A large laurel maze once stretched out behind the Appennino, as the colossus is commonly called, while the lawn to the front used to be lined with twenty-six ancient sculptures. The various architectural elements in the park were identifiable by sensorial perception, stimulated by the sound of the water and artificial rain. Statues and water supply systems began to disappear from Pratolino in the 17th century, despite the fact that it was a cultural model imitated throughout Europe. The complex, which was too costly to maintain, fell into a period of decline under the Lorraine. Many of the statues were transferred to the Boboli gardens in Florence, and the park became a game reserve. Pratolino's seemingly inexorable decline was halted in 1819, when grand-duke Ferdinando III of Lorraine transformed the splendid garden from the Italian to the English style, with the help of the Bohemian engineer Joseph Frietsch. This design choice enlarged the display areas at the expense of cultivated land and the park grew in size from twenty to sixty-eight hectares. What was left of the park designed by Buontalenti was successfully re-landscaped to form the new park. In 1822, engineer Joseph Frietsch also oversaw the demolition of the palace. The park, which had been owned by Leopoldo II since 1837, was sold upon his death to Paolo Demidoff, who redeveloped the property, transforming the surviving paggeria building into a comfortable abode. Demidoff's last descendant bequeathed the property to Florence's provincial authorities. Although many works of art have been removed over the centuries, the park still contains much of great interest. Apart from Colossus of the Apennines, these include: the Fountain of Jupiter, the copy of which was installed by the Demidoff in the late 19th century; the hexagonal chapel with exterior loggia, in which the last Demidoff princess is buried; the Mugnone fountain, the statue for which was sculpted by Giambologna (1577); the Maschera fishpond, used also as a swimming-pool and adapted for hot baths; the large aviary; the pheasant house; Cupid's grotto, designed by Buontalenti in 1577; and the Neoclassical Montili lodge, built around 1820 by architect Luigi De Cambray-Digny. The park also contains centuries-old oaks, cedars and horse chestnuts, which are every bit as impressive as the man-made monuments.

 
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