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GIARDINI DI TOSCANA I LUOGHI DELLA FEDE ARCHITETTURE DEL '900 ARCHIVIO PROGETTI CARTOGRAFIA


VILLA OLIVA

Comune:Lucca
Località:San Pancrazio
Tel.:+39 0583 406462 Fax +39 0583 406771
Sito internet:www.villaoliva.it
Orario di apertura: Il giardino della Villa è aperto al pubblico dal 15 Marzo al 5 Novembre 9,30-12,30 / 14-18. Nel periodo di chiusura sono ammessi solo gruppi su prenotazione
Ingresso:6 euro
Accessibilità ai disabili:


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Le prime notizie della villa risalgono alla fine del Cinquecento quando i proprietari erano i Buonvisi. In seguito appartenne ai Montecatini, al principe Carlo Poniatowski, ai Rosselmini, i quali la donarono alla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Giuseppe Cottolengo. Durante la seconda guerra mondiale, la villa e il parco subirono ingenti danni, perdendo numerosi mosaici, oltre a capitelli, stemmi ed un cancello in ferro battuto. Le grandi opere di restauro, si devono all'ing. Cesare Oliva e alla moglie Luisa, attuali proprietari. La particolare morfologia del terreno, caratterizzata da una duplice pendenza, fece sì che l'impianto del giardino fosse suddiviso in ripiani posti a quote diverse collegati tra di loro attraverso piccole rampe di scale. Questi piani derivano dalla spartizione dell'intera proprietà in tre zone, definite da i due viali principali: quello orizzontale che corre parallelamente al fronte della villa, e quello verticale che collega il cancello d'accesso sud con il portone dell'abitazione. Mentre il piano, definito dal viale di cipressi e il muro di cinta ad ovest, ospita una zona prevalentemente agricola, negli altri due piani si snoda il giardino. Il monumentale ingresso decorato su ogni lato da due pilastri, collegati da fasce orizzontali in marmo bianco intervallate da pietra grigia, fa da quinta scenica al lungo viale di cipressi che conduce alla villa. Parallelamente a questo, ma ad un livello inferiore, corre un lungo viale di carpini, originariamente utilizzato per il passeggio delle carrozze. Lungo il viale di cipressi, circa a metà del percorso, si incontra, sulla destra, prima una "stanza di verzura", composta da essenze di tasso e alloro e arredata con un tavolo e due panche in pietra, poi sempre sullo stesso lato, il sistema delle tre fontane, poste in asse tra di loro. La prima fontana, addossata al muro di cinta, è sovrastata da un timpano che sorreggeva uno stemma, oggi scomparso, e mostra nella parte centrale l'immagine di una sirena alata ai lati della quale si trovano due grossi pilastri. La seconda consiste in una vasca rotonda a zampillo, posta al centro di un prato. La terza è una cascata a gradoni ornata di tufo, statue in terracotta e decorazioni in altorilievo Sullo stesso lato è posta una ragnaia, composta da un boschetto di lecci, nella quale sono collocate una scultura in pietra raffigurante un barbagianni e una grande statua in terracotta di Diana che alludono al significato e all'utilizzazione del luogo. Poco più oltre un belvedere coperto da una volta vegetale in tasso potato. Sul retro della villa è posto un grande cortile ovale chiuso da una siepe curva di lecci dal disegno elaborato, al centro della quale si trova una grotta, costituita in prevalenza da blocchi di tufo e stalattiti, combinati e disposti in modo da formare anfratti e rientranze. Nel 1770 si concludevano i lavori di sistemazione voluti da Francesco Buonvisi: l'apertura di un nuovo ingresso a Ovest e la costruzione delle scuderie e di una palazzina.

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The earliest records of this villa date back to the late 1500s, when the property was owned by the Buonvisi family. It later belonged to the Montecatini family, to prince Carlo Poniatowski, and to the Rosselmini family, who donated it to Giuseppe Cottolengo's religious institution, the Piccola Casa della Divina Provvidenza. During World War II, the villa and park were particularly badly damaged, and many mosaics capitals, crests and a wrought-iron gate were lost. Major restoration work was done by the present owners, engineer Cesare Oliva and his wife Luisa. The particular lie of the land with its double slope suggested that the garden should be subdivided into sections on different levels, connected together by short flights of steps. These sections came about as a result of the dividing up of the property into three areas, defined by the two main avenues, one running parallel to the front of the villa, and the other at right angles to it, from the entrance gate up to the front door. While the flat area between the avenue of cypress trees and the boundary wall to the west is mainly given over to farming activities, the other two flat areas are laid out as gardens. The monumental entrance, which stands between pillars with decorative horizontal bands of white marble and grey stone, forms a theatrical backdrop to the avenue of cypress trees leading to the villa. Parallel to this, but on a lower level, runs a long avenue lined with hornbeams originally used as a driveway for coaches. The stanza di verzura, literally a "green room" roughly halfway along the cypress-lined avenue, is a space created with yew and laurel trees furnished with a table and two stone seats. Further along, on the same side, stands a row of three fountains. The first of these, positioned against the boundary wall, is topped by a tympanum once adorned with a crest (now lost); in its central section is an image of a winged siren, to the sides of which are two large pillars. The second is a round pool with water jet, at the centre of a lawn. The third takes the form of a stepped tufa waterfall adorned with terracotta statues and high-relief decorations. Also on this side is the ragnaia, a little wood of holm-oaks in which a stone sculpture representing a screech-owl and a large terracotta statue of Diana stand, alluding to the hunting purpose this wooded area served. A little further on is a belvedere covered over with a canopy of pruned yew trees. The large oval courtyard at the back of the villas is bordered by a curving holm-oak hedge. This elaborately designed space has a grotto at the centre, made of blocks of tufa and stalactites, arranged in such a way as to form various nooks and crannies. The renovation work ordered by Francesco Buonvisi was completed in 1770: this involved the creation of a new entrance to the west and the construction of the stables and another pavilion.

 
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