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VILLA CELSA

Comune:Siena
LocalitÓ:Celsa
Tel.:0577317002; 066861138
Orario di apertura: su appuntamento scritto (solo giardino)
AccessibilitÓ ai disabili: parziale


foto giardino - clicca per ingrandire immagine in un'altra finestra

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Il castello, sorto come baluardo difensivo della repubblica di Siena, fu trasformato nel Cinquecento in residenza per iniziativa del proprietario Mino Celsi. Il restauro cinquecentesco Ŕ attribuibile all'architetto Baldassarre Peruzzi, che sicuramente intervenne nella progettazione della cappella circolare e nella sistemazione esterna dei muri di terrazzamento. Nel maggio del 1554 il complesso fu distrutto dalle truppe imperiali Austro-Spagnole di Carlo V. Durante il XVII secolo, contemporaneamente al restauro del fabbricato, vennero realizzati in parte i meravigliosi giardini, espressione della cultura barocca. Nel 1802 la proprietÓ pass˛ alla famiglia Chigi, i quali trasformarono la residenza in un maniero neogotico. Un ulteriore restauro della dimora e del giardino si deve ai principi Aldobrandini, proprietari di Celsa dai primi del Novecento. Nonostante i numerosi interventi subiti nel corso dei secoli l'edificio conserva il suo carattere cinquecentesco mantenendo dell'antico castello originario soltanto la torre d'angolo sud. La villa include al centro un cortile di forma triangolare, chiuso a valle da un muro con tre portali, che immettono ad una serie di terrazzamenti in leggero pendio. L'accesso al complesso avviene attraverso un viale tangente alla villa che culmina nella cappella circolare del Peruzzi. Percorrendolo si pu˛ godere sulla destra della vista del giardino formale che si sviluppa su uno dei terrazzamenti, costituendo con il suo complicato disegno e apparato architettonico un insieme di grande effetto scenografico. Il giardino all'italiana, cui si accede tramite una cancellata inquadrata da colonne con alla sommitÓ grandi vasi decorativi, Ŕ compreso tra un magazzino e una piccola limonaia in cui trovano riparo durante la stagione invernale le conche dei limoni. Otto geometriche aiuole di bosso, riproducenti lo stemma degli Aldobrandini composto da una stella e da un rastrello, sono evidenziate dal sapiente uso di terre colorate, con rame, che fanno risaltare il contrasto cromatico. Nel muro di fondo, in asse con la cancellata di ferro, Ŕ situata una grande peschiera semicircolare, circondata da una bassa balaustra, che funge anche da belvedere. Dalla vasca si pu˛ ammirare il panorama sulla valle incorniciato da due colonne laterali. A fianco della villa si apre un vasto prato attraversato da un percorso delimitato da siepi di cipresso potate e modellate a forma di parapetti ondulati. Questo sentiero, che culmina in una grande peschiera, costituisce l'unico episodio dell'incompiuto grandioso giardino barocco. La peschiera semicircolare Ŕ caratterizzata sul lato curvo da una cortina di muro a catena, la quale Ŕ scandita da balaustre a colonnine che si alternano a vasi. Questi segnano anche l'incontro delle volute sotto le quali, su uno sfondo di pietra spugnosa, sono poste statue a rilievo di divinitÓ marine e draghi. Nell'area retrostante si sviluppa il bosco di lecci, percorso da viali rettilinei che si dipartono a ventaglio dalla peschiera e si ricongiungono attraverso altri due percorsi concentrici. Fa da sfondo ad uno dei due viali laterali una nicchia centinata, in pietra spugnosa, che contiene un bassorilievo in marmo raffigurante la nascita di Ges¨. All'estremitÓ del viale centrale si trova un'altra nicchia contenente una lastra con un'iscrizione.

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This castle, constructed as one of the Republic of Siena's defence bastions, was transformed into a residence in the 1500s by its owner Mino Celsi. The 16th-century restoration is thought to have been carried out by Baldassarre Peruzzi, who was certainly involved in the design of the circular chapel and the reorganisation of the terracing walls outside. In May 1554 the complex was destroyed by the imperial Austro-Spanish troops under Charles V. During the 17th century, at the same time as the edifice was being rebuilt, part of the fabulous gardens were laid out - an expression of Baroque culture. In 1802 the property passed into the hands of the Chigi family, who once again transformed the villa, this time into a neo-Gothic manor house. The residence, together with its gardens, was restored yet again by the Aldobrandini princes, who owned Villa Celsa from the early 20th century onwards. Despite the numerous changes made over the centuries, the building has always retained its 16th-century character, although all that actually remains of the ancient castle is the south corner tower. At the centre of the villa building there is a triangular courtyard, closed off on the valley side by a wall with three portals, which lead to a gently sloping terraced area. Access to the complex is by means of an avenue that runs off at an angle to the villa, culminating in Peruzzi's circular chapel. A walk down the avenue reveals, to the right, the formal garden laid out on one of the terraces, its elaborate layout and architectural additions creating an attractively striking effect. The Italian-style garden, entered through a gate framed by stone columns and topped by large decorative vases, is positioned between a storehouse and a lemon house to which the potted citrus trees are taken for shelter during the winter months. Eight geometrical box-hedge flower-beds reproducing the Aldobrandini crest, which consists of a star and a rake, are expertly highlighted by the use of earths coloured with copper, thus creating different chromatic effects. On the back wall, in line with the iron railings, is a large semi-circular fish pool, surrounded by a low balustrade that doubles as a belvedere. From the pool it is possible to admire the panorama over the valley, framed by two side columns. The huge lawn that stretches out to one side of the villa is crossed by a path lined with cypress trees that have been pruned to create the effect of an undulating parapet. This path, which also ends in a large fish pool, is the only completed section of the grand, but unfinished Baroque garden. The semi-circular pool has on its curved side a wall with balustrades consisting of small columns alternating with vases. These also mark the point of contact with the scrolls beneath which, against a spongestone backdrop, are placed relief statues of sea gods and dragons. Behind, begins the wood of holm-oaks, crossed by straight paths that lead off in a fan-like arrangement from the fish pool and which are themselves crossed by two concentric paths. At the end of one of the side avenues is a scalloped spongestone niche, containing a marble bas-relief that depicts the birth of Jesus. Another niche at the end of the central avenue contains a stone slab with an inscription.
 
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