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VILLA LA FOCE

Comune: Chianciano Terme
Località:La Foce
Tel.:057869101
Orario di apertura:mercoledì pomeriggio escluso i festivi, ottobre - marzo 15.00-17.00 aprile
Ingresso:10€
Accessibilità ai disabili: no


foto giardino - clicca per ingrandire immagine in un'altra finestra

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La villa, nata come osteria, fu acquistata dalla famiglia Origo nel 1927. La marchesa Iris Origo commissionò il giardino al noto paesaggista Cecil Pinsent con l'intento di conferire alla dimora un ruolo d'abitazione patrizia. Il giardino, che si compone di tre settori distinti posti a diversi livelli, venne realizzato tra il 1927 e il 1939 in fasi differenziate senza perdere la sua unitarietà compositiva. La parte adiacente alla villa è sistemata su due livelli: quello inferiore, più semplice, è racchiuso tra alte siepi di alloro e decorato da piedistalli porta-limoni; quello superiore, è caratterizzato da doppie aiuole di bosso, che si compongono in un ottagono, al cui centro è ubicata una fontana in travertino raffigurante due pesci che con la coda reggono una vasca. Sui due lati, che coincidono con l'edificio, è posto un pergolato di glicine sorretto da colonne in pietra, mentre in posizione diametralmente opposta è collocata una grotta vegetale con essenze miste d'alloro e leccio. Da questo primo settore si accede, tramite uno stretto passaggio tra pilastri sormontati da due vasi buccellati simili a quelli che si trovano lungo il muro di cinta, al giardino dei limoni (iniziato nel 1933). Questa parte sfrutta la morfologia del terreno, e si sviluppa in terrazzamenti trasversali verso la collina ribaltando il classico schema dei terrazzamenti digradanti lungo un asse di simmetria. Aiuole, bordate da compatte siepi di bosso modellato con semisfere negli angoli e ornate da vasi di limoni, seguono l'andamento del terreno. Un elemento architettonico, se si esclude il piccolo pergolato addossato al muro dello stretto giardino di rose, è la scala che conduce al vialetto di glicine e prosegue fino ad un viale di cipressi che termina nel bosco. Il giardino di rose, composto da piccole aiuole con disegni geometrici, è delimitato da due bordure di cui una di lavanda e una di perenni. Nel 1938 venne realizzata l'ultima parte del giardino collegata a quello dei limoni tramite uno scenografico scalone in travertino. Sotto lo scalone, ornato da vasi, obelischi e da una balaustra pilastrata, si apre al centro una grotta, denominata "grotta azzurra", all'interno della quale si trovano sette nicchie. Questo giardino formale, racchiuso da una quinta di cipressi, è composto da aiuole bordate da siepi di bosso. Le aiuole convergono verso una vasca alle cui spalle è collocata una panchina, in travertino di Rapolano, ornata da una statua che rappresenta la Natura che porta sulle spalle i doni della terra. Al margine del bosco è situato un piccolo cimitero, all'interno del quale è posta una piccola cappella in travertino abbellita da una serliana.

linea grafica

This villa, which was originally an inn, was bought by the Origo family in 1927. Marchioness Iris Origo commissioned the well-known landscape gardener Cecil Pinsent to design the garden, to give the home the feel of a Partician residence. The garden, which divides into three distinct sections on different levels, was created between 1927 and 1939 in several stages, without any loss of compositional unity. The part adjoining the villa spreads over two levels: the lower part, which is the simpler of the two, is enclosed by laurel bushes and decorated with lemon-tree pedestals; the upper section has double box-hedge flower-beds with a travertine fountain in the middle representing two fish holding up the basin on their tails. On the two sides next to the building is a wisteria-draped pergola held up on stone columns, and on the side diametrically opposite to it is a grotto formed from laurel trees and holm-oaks. This first sector leads, through a narrow passageway between pillars topped by two vases similar to those found along the bounday wall, to the lemon garden (a construction begun in 1933). This part of the garden, designed to follow the lie of the land, takes the form of a series of terraces towards the hill, completely altering the traditional pattern of stepped terraces symmetrically arranged around a central axis. The flower-beds, edged with box hedges shaped into hemispheres at the corners and embellished with potted lemon trees, follow the contours of the terrain. The one architectural feature, apart from the small pergola against the wall of the narrow rose garden, is the flight of steps leading to the wisteria walk and continues up to an avenue lined with cypress trees that ends at the wood. The rose garden, laid out as a series of geometrically shaped flower-beds, is bordered on one side by lavender and on the other by various perennial species. The last part of the garden, created in 1938, is connected to the lemon garden by an attractive travertine flight of steps. Underneath these steps, which are adorned with vases, obelisks and a pillared balustrade, is a space known as the "blue grotto", with seven niches inside. This formal garden, enclosed by a wall of cypresses, consists of flower-beds edged in box hedges. The beds converge on a pool, behind which is a bench made of Rapolano travertine, embellished with a statue representing Nature carrying the gifts of the earth on its shoulder. At the end of the wood is a small cemetery, in which there is small travertine chapel decorated with a Serlian motif.
 
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