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CulturÆ

Teatro in Carcere

Editoriale di
Claudio Martini Presidente della Regione Toscana
Assessore alla Cultura

autunno - inverno 2006

La Toscana è l’unica regione in Italia a sostenere un progetto coordinato “di rete” delle attività di spettacolo all’interno degli istituti penitenziari. Esempi isolati di attività di educazione teatrale in carcere sono presenti anche in altre regioni, ma la Toscana è l’unica dove queste esperienze sono state rese possibili nel quadro di un progetto che si realizza attraverso la stretta collaborazione fra le esperienze teatrali, la progettualità politico-culturale della Regione Toscana e degli enti locali coinvolti, la volontà istituzionale delle direzioni degli istituti penitenziari: tutti tesi - ognuno con i propri obiettivi e nelle diverse competenze - a sviluppare un processo culturale innovativo e necessario.
Sin dalla fine degli anni ‘80 l’incontro fra le compagnie e gli operatori teatrali con i detenuti ha consentito la realizzazione di numerosi percorsi laboratoriali che hanno condotto ad eventi produttivi, spesso caratterizzati da una notevole rilevanza artistica e, insieme, sociale.
Le carceri di Volterra, Arezzo, Pisa, Firenze, San Gimignano, Siena, Empoli, Massa, dell'isola d'Elba si sono trasformate da luogo della sofferenza a insolito luogo di creatività e comunicazione artistica. Molte sono state anche le richieste di ospitalità di teatri stabili, festival, e strutture teatrali (anche straniere).
È esemplare in questo senso l’esperienza produttiva della Compagnia della Fortezza nel carcere di Volterra, riconosciuta e apprezzata a livello internazionale.
Su queste premesse nel 1999 è nato il Progetto regionale “Teatro in carcere”, promosso dagli Assessorati alla cultura ed alla sanità della Regione, per superare l’isolamento delle esperienze e costruire una rete fra le diverse realtà, pur salvaguardando le identità artistiche e le autonomie progettuali.

A sette anni dalla sua nascita, è giunto il tempo di un bilancio, che presenta aspetti positivi e problematiche ancora aperte.
Sono migliorati il coordinamento tra le forze teatrali, la Regione, gli istituti penitenziari e gli enti locali coinvolti; si sono moltiplicati gli incontri pubblici per sviluppare e approfondire contatti con altre esperienze italiane ed europee di teatro in carcere; abbiamo realizzato un sito informativosulle attività sviluppate e sui progetti in corso.
Resta ancora molto da fare, soprattutto per creare opportunità lavorative di carattere individuale o collettivo. Bisogna, quindi, favorire le iniziative di formazione professionale (attori, macchinisti, fonici) che puntino al reinserimento di detenuti attori e tecnici. Questo sarebbe possibile avviando esperienze di collegamento con le attività teatrali dei vari comuni toscani e delle numerose compagnie professioniste operanti nel territorio toscano.
Il teatro in carcere è un forte strumento di cambiamento per gli attori-detenuti ma è anche un mutamento del mondo carcerario a sostegno della legislazione più avanzata, che persegue l’obiettivo del reinserimento in società di chi vive l’esperienza del carcere. Obiettivo pienamente condiviso e sostenuto dalla Regione Toscana.

Claudio Martini Presidente della Regione Toscana
Assessore alla Cultura

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Teatro in carcere

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Il periodico è a cura della
Regione Toscana Giunta Regionale
Direzione generale politiche formative e beni culturali

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Direttore generale
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Responsabile Area di Coordinamento
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Redazione
Lanfranco Binni (direzione)
Paola Garvin, Francesco Gravina, Massimo Gregorini, Sandra Logli, Giuseppe Miniati, Claudio Rosati
con la collaborazione di Cecilia Morandi(coordinamento)

Direttore responsabile
Claudio Rosati

Progetto grafico
Marco Capaccioli, C.D.&V., Firenze

Fotografie
Archivio del progetto regionale Teatro in carcere

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Realizzazione Web
Lucia De Marinis

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"CulturAE" può essere richiesto gratuitamente all'Assessorato al seguente indirizzo:
Regione Toscana
Settore Progetti speciali per la cultura
Via G. Modena 13
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oppure a:
elviro.lombardi@regione.toscana.it

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