Mariella Zoppi Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Toscana
giugno 2002
Le grandi tradizioni umanistica e scientifica, dell'incontro e del confronto tra culture dalla protostoria ad oggi, della coesistenza del passato e del presente in un paesaggio e un ambiente profondamente segnati dalle culture e dai saperi delle generazioni.
La Toscana è da sempre uno straordinario "territorio culturale", attraversato - nello spazio e nel tempo - da un intreccio vitale e continuamente rinnovato di percorsi ed esperienze proprio sul terreno della creazione di punti di vista contemporanei anche su tradizioni culturali fortemente radicate, che ha prodotto un tessuto sociale in continuo divenire e aperto al futuro, rielaborando continuamente le esperienze del passato, ripercorrendo criticamente quella complessa e dinamica "archeologia" di saperi e conoscenze che fa del territorio toscano un paesaggio a più dimensioni nel quale possono facilmente incontrarsi - su originali punti di fuga - tracce profonde di civiltà "scomparse" (la Toscana etrusca, rinascimentale, neoclassica) e le tracce veloci e leggere dell'attuale confronto con la complessità della globalizzazione e dell'interazione tra mondi, linguaggi e culture.
Su questo terreno vitale e contraddittorio di germinazioni più o meno spontanee ma sempre sostenute da un senso della Storia che sa riconoscere ritardi e stagnazioni con l'inquietudine dell'intelligenza, della curiosità e della scoperta, intervengono oggi politiche culturali pubbliche e iniziative della società civile attraverso progetti che non si limitano a razionalizzare l'esistente e si pongono invece come strumenti di trasformazione, rilettura, rielaborazione, nuove proposte di una Toscana che, forte delle sue grandi tradizioni, vuole interagire attivamente con le nuove complessità della cultura e dell'organizzazione sociale.
Le politiche culturali sviluppate dal governo regionale negli ultimi anni sono state caratterizzate da un progressivo avvicinamento ad una concezione della cultura come campo dinamico in continua trasformazione e come fondamentale diritto di cittadinanza per chiunque viva ed operi in Toscana. Questa concezione ha ispirato politiche di riequilibrio territoriale che hanno permesso di iniziare a valorizzare le potenzialità, spesso inespresse, della Toscana "minore", superando gli stereotipi di una politica culturale elitaria e attenta esclusivamente ai "centri" forti della tradizione culturale. Ma soprattutto ha permesso di sviluppare positive esperienze di "reti" territoriali policentriche per lo sviluppo di azioni culturali: ciò è accaduto, fin dalla metà degli anni '90, con alcuni progetti sperimentali di valorizzazione dei beni culturali, con la costruzione delle reti territoriali del sistema bibliotecario, con l'attivazione dei primi sistemi museali, con la costruzione di un circuito regionale dei piccoli teatri come embrione di un complessivo sistema teatrale toscano.
Quella fase sperimentale, che ha prodotto risultati sostanzialmente positivi, ha permesso di progettare una politica culturale regionale articolata per reti, strutture, servizi, unitaria e trasversale ai diversi ambiti di intervento: dall'archeologia all'arte contemporanea.
Sul grande contenitore dei beni culturali toscani, il paesaggio, si sta sviluppando una nuova cultura di tutela e valorizzazione. In ogni territorio della Toscana il paesaggio è la rappresentazione concreta della storia, della cultura e del lavoro dell'uomo, bene culturale esso stesso, testimone dinamico dell'evoluzione dei luoghi da difendere e da tramandare.
Gli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico, ai quali sono destinati finanziamenti sempre più consistenti, tendono così a perdere il loro carattere di interventi di emergenza e talvolta disinseriti da una logica progettuale di contesto territoriale (troppi interventi di recupero sono stati finanziati in passato privi della necessaria destinazione d'uso), per assumere il ruolo di "chiavi di volta" di un territorio in grado di innescare processi originali di sviluppo locale, in un contesto regionale, ovunque, egualmente ricco di grandi potenzialità storiche, artistiche e paesaggistiche.
La valorizzazione dei beni culturali, sempre più gestita progettualmente e operativamente dalle Province e dai Comuni in collaborazione con gli istituti e le associazioni culturali, tende a superare la logica delle manifestazioni effimere per acquisire una prospettiva di processo territoriale di lungo periodo; ed è significativo che nella fruizione pubblica dei beni culturali si stiano stringendo rapporti e collaborazioni tra istituzioni locali e mondo della scuola.
Reti e sistemi diventano parole chiave di questa politica e non a caso sono attivi oltre 20 sistemi museali territoriali. Come pure nel campo dei servizi bibliotecari si sta affrontando una cultura di "rete": eguale diritto alla pubblica lettura in ogni area della Toscana. Un principio democratico non eludibile.
Nello spettacolo si stanno creando reti territoriali provinciali nella prospettiva della costruzione di un sistema teatrale toscano diffuso sull'intero territorio regionale, con importanti esperienze di progettazione e gestione di progetti territoriali che vedono la partecipazione di più Comuni, come nel caso dei festival. Ancora nello spettacolo, alcuni progetti regionali tendono a far emergere le potenzialità sommerse dei giovani gruppi teatrali e musicali, dei giovani autori, per riconoscere, valorizzare e mettere in rete nuove risorse culturali.
Dal 1998 un progetto regionale interculturale, esperienza originale nel panorama italiano per il metodo e il modello organizzativo, si sta sviluppando trasversalmente ai vari ambiti delle politiche culturali di settore e in altri ambiti della società toscana, dalla sanità all'istruzione, all'urbanistica.
Con un impianto progettuale rinnovato, il progetto regionale sull'arte contemporanea inizia a costruire una "rete toscana" di spazi, cantieri e progetti territoriali, per far emergere in tutta la loro centralità le esperienze del "fare arte contemporanea".
Oggi la Toscana si pone dunque come laboratorio progettuale di una politica culturale unitaria, articolata in processi che tendono a obiettivi di sistema e di stabilità. Per costruire un sistema toscano della cultura ricco delle sue originali differenze, articolato nella sua gestione, capace di interagire in autonomia con il governo nazionale e di sostenere il confronto con l'Europa e con il mondo.
I materiali pubblicati in questo strumento di informazione sulle politiche culturali della Regione Toscana costituiranno le tracce dei percorsi progettuali che la Regione sta elaborando in collaborazione con le Province, i Circondari, i Comuni, le Comunità Montane, gli istituti e l'associazionismo culturale.
Ci piace che nella testata di questo nuovo periodico si incontrino la grande tradizione rinascimentale di Luca Pacioli (il segno AE come disegno progettuale) e la nostra concezione della cultura come campo dinamico del sempre più attuale confronto e scambio tra culture e saperi in ogni ambito della nostra vita. Nella copertina di questo primo numero, altri incontri: il paesaggio toscano così segnato dalla Storia (sul profilo di colline lontane la sagoma inconfondibile del Castello di Poppi in Casentino) riletto da una fotografia "virata" che ne suggerisce un'astrazione concettuale.
Mariella Zoppi
Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Toscana
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