Mai, forse, la storia ha lasciato a così tante città e paesi una data unica e legata alle vicende delle singole comunità come
quella del giorno della liberazione dal nazifascismo.
In quel giorno quasi sempre è un gruppo di partigiani ad annunciare la fine dell'occupazione nazista.
Sempre, invece, gli eserciti alleati trovano, per la prima volta in modo così esteso nel corso della loro risalita dal Sud, forme
già costituite di autogoverno locale.
La Liberazione è salutata dal suono delle campane, dai falò sulle colline, dallo sventolio di vecchie bandiere.
La popolazione torna nelle strade, si accalca nelle piazze. In alcuni casi città e paesi, una volta liberati, devono
far fronte, ancora per giorni, alle insidie di un esercito in ritirata e allo sbando.
Date ben vive nella memoria delle comunità e che meritano di essere riunite in un calendario speciale per ricordare i giorni
più lunghi della Toscana, quando finì l'epoca in cui "la notte s'invocava il giorno e il giorno era più torvo
della notte".