Regione Toscana. Settore biblioteche, archivi, istituzioni culturali e catalogo dei beni culturali
Manuale virtuale per la progettazione digitale
a cura di Gabriele Lunati e Giovanni
Bergamin
APPENDICE 2 - I periodici
Sotto il profilo strettamente tecnico i periodici non presentano caratteristiche particolarmente problematiche. In genere ci si orienta sulla scansione a scala di grigi e con definizioni da 300 a 600 dpi. La scelta della definizione dipende dall'esigenza di lanciare programmi di riconoscimento del testo (OCR). L'evoluzione di questi sw rende oggi possibile scansioni anche a 200 dpi.
Concentreremo, invece, la nostra attenzione sulle varie modalità in cui i periodici vengono proposti sul Web.
Un primo esempio si può vedere sul sito di PubMed Central che offre un accesso su documenti digitalizzati (Backfile) e su digitale nativo direttamente al sito degli editori aderenti.
Esempio di kardex virtuale
Esempio di articoli in forma sommario/immagine
Esempio di pagine a scorrimento
Un altro esempio di visualizzazione è quello proposto da Paper Past un progetto curato dalla Biblioteca Nazionale della Nuova Zelanda.
L'esempio riportato (il giornale New Zealander) permette di navigare dallo schedone fino alle immagini delle singole pagine, per vedere le quali si rende neccessario lo scaricamento di un plugin di visualizzazione.
L'applicativo impiegato è DejaVu della Lizardtech.
L'utilizzo di plugin (sw da scaricare sul proprio pc), non è sempre ben vista, anche in considerazione delle difficoltà che taluni sistemi di rete pongono allo scaricamento di sw dall'esterno. In alternativa si preferisce allora utilizzare la soluzione Acrobat PDF, che per la sua diffusione come strumento di lettura e trasmissione di file è divenuto oramai uno standard di fatto. Un esempio in tal senso lo troviamo nel progetto Utah Digital Newspapers.
L'applicativo impiegato per la creazione delle pagine è ContentDM della DiMEMa Inc.
Un ultimo esempio è relativo alla soluzione oggi considerata come la più sofisticata (e costosa) che sia stata realizzata per i giornali antichi. Si tratta del progetto condotto in collaborazione tra la British Library, OCLC e la società israeliana Olivesoftware. Gli automatismi insiti nel sw, che tratta i contenuti strutturali (pagine, righe e colonne) e testuali di ogni pagina scannerizzata, uniti all'uso dell'XML, permettono di fare ricerche molto sofisticate sui contenuti delle singole pagine, siano essi testi, immagini o pubblicità.
La pagina demo della British Library da accesso ad un consistente numero di periodici storici, interrogabili singolarmente o tutti assieme.
L'applicativo impiegato è ActivePaper Archive della Olive sw Inc.
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