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Report dell'indagine 2003 sulle biblioteche toscane di ente locale che effettuano servizi multicul

Innanzi tutto alcune considerazioni riguardo alla metodologia dell'indagine.
a) Le biblioteche a cui è stato inviato il questionario sono state 280 ed i questionari pervenuti 112. Le biblioteche che hanno risposto affermativamente sono 96, distribuite su un territorio che sii estende su quasi tutto il territorio regionale, con una concentrazione nelle provincie di Firenze, Pisa, Arezzo, ed esclusione di Siena (1 solo questionario), Prato (2 questionari). 16 biblioteche hanno fornito una risposta negativa (non abbiamo immigrati e non svolgiamo servizi interculturali).
b) L'indagine è stata effettuata inviando i questionari solo alle biblioteche di ente locale, quindi sono escluse tutte le altre tipologie di biblioteche, come le biblioteche accademiche, o biblioteche private di associazioni o istituzioni, che potrebbero svolgere servizi interculturali o servizi bibliografici per utenti immigrati. L'obiettivo dell'indagine è l'individuazione dei bisogni delle biblioteche di ente locale che effettuano servizi multiculturali, attraverso una ricognizione delle stesse sul territorio regionale, e della domanda che esse esprimono relativamente a servizi ed a formazione. E questo è anche il limite dell'indagine.
c) I dati ottenuti dallo spoglio delle risposte al questionario andrebbero integrati con altri dati provenienti da interviste di approfondimento, per il fatto che, dalla lettura delle risposte si deduce che le domande sono state interpretate in modi diversi dai compilatori del questionario.
d) Per completezza sarà opportuno integrare i dati anagrafici delle biblioteche con altri dati relativi alle dimensioni delle stesse, che non erano richiesti dal questionario. Anche i dati relativi alla presenza degli immigrati in biblioteca dovranno essere messi a confronto con quelli relativi alla presenza degli immigrati sul territorio, che saranno disponibili in una pubblicazione in corso di realizzazione a cura della Regione Toscana.

Sezione 1 - La presenza di utenti immigrati in biblioteca viene presa in esame nel primo blocco di domande del questionario. Si constata che non sono molte le biblioteche che hanno un'idea sufficientemente precisa del pubblico di stranieri presente sul territorio, e che frequenta, o che potrebbe frequentare, la biblioteca, ed infatti, in generale, questo è un tipo di pubblico difficile da conoscere. Le fonti più frequentemente citate sono i servizi anagrafici e le direzioni delle scuole. Una difficoltà ulteriore è data dal fatto che si tratta di una popolazione meno stabile di quella degli italiani, residenti.
L'immagine che si ricava dall'insieme delle risposte a questo primo blocco di domande è più che altro quella di come le biblioteche vedono se stesse in relazione agli immigrati, dove spesso è presente una sensazione di inadeguatezza.

Sezione 2 - Attività interculturali delle biblioteche. Si constata che la maggior parte delle biblioteche che hanno risposto sono impegnate in attività che vengono svolte prevalentemente per le scuole, o con le scuole, ma non solo.

Domanda di servizi
Questo blocco di domande distingue:
a) una offerta di servizi tecnici (acquisto, catalogazione, prestito, di pubblicazioni in lingua). Le risposte hanno dato una forte domanda di servizi tecnici, (84 su 96, complessivamente quasi i 9/10 delle biblioteche che hanno risposto), chiedono acquisto e/o catalogazione delle pubblicazioni in lingua, catalogazione e/o prestito, acquisto e/o prestito. 35 biblioteche, corrispondenti a più di 1/3 del totale, chiedono che l'acquisto e la catalogazione delle pubblicazioni in lingua venga gestito dal Polo, che curi anche una forma di prestito delle stesse.
b) un'offerta di strumenti per il reference, comprendente strumenti per il reference in lingua, un servizio di consulenza e la messa a disposizione di documentazione utile per i servizi agli stranieri). A questa domanda hanno risposto affermativamente 90 biblioteche su 96, quasi la totalità, selezionando tra le proposte di servizi offerti.
c) un'offerta di supporto alla realizzazione di attività per gli utenti stranieri e per gli utenti italiani interessati all'interculturalità. Hanno risposto affermativamente 67 biblioteche su 96, i 2/3.

Domanda di formazione
a) Formazione di personale della biblioteca in generale
b) Formazione di bibliotecari multiculturali
c) Formazione di mediatori bibliotecari madrelingua
Anche in questo caso la risposta delle biblioteche esprime una richiesta di formazione molto alta, che è relativa soprattutto alla domanda di formazione del personale della biblioteca in generale (63 biblioteche su 96, i 2/3 del totale). Segue la richiesta di formazione di bibliotecari multiculturali, ed infine quella di mediatori madrelingua.
Sarebbero utili delle interviste di approfondimento per questa sezione del questionario. Per formazione del personale bibliotecario, nel caso di molte biblioteche di piccole dimensioni, che si reggono sull'attività di bibliotecari che si dividono tra la biblioteca ed altri servizi dell'amministrazione, probabilmente è da intendere proprio come domanda di formazione di base del personale impegnato in biblioteca. In secondo luogo viene richiesta la formazione di bibliotecari multiculturali, ma quando questa richiesta è abbinata alla richiesta di servizi tecnici da parte del Polo, il bibliotecario multiculturale probabilmente è da intendere più come la figura che cura i rapporti con i lettori stranieri, e che realizza iniziative di carattere interculturale, piuttosto che il bibliotecario che si occupa anche della difficile gestione di acquisto e catalogazione di pubblicazioni in lingua.

Conclusioni
L'obiettivo dell'indagine era l'individuazione dei bisogni delle biblioteche di ente locale che effettuano servizi multiculturali, attraverso una ricognizione delle stesse sul territorio regionale, e della domanda che esse esprimono relativamente ai servizi ed alla formazione. E questo è anche il suo limite principale. Da uno sguardo d'insieme alle risposte, si ricavano alcune indicazioni
a) la maggior parte delle biblioteche che chiedono i servizi del Polo sono di piccole dimensioni, e dislocate in piccoli centri distribuiti in località anche distanti dai centri maggiori, se si eccettuano le biblioteche già attive in ambito interculturale (13). Anche nel caso di Firenze, la città con il maggior numero di popolazione, di biblioteche, e di popolazione immigrata, sono solo alcune biblioteche di quartiere quelle interessate ai servizi multiculturali.
b) Le biblioteche che chiedono servizi al Polo, in generale, sono biblioteche dinamiche, già attive in ambito interculturale, ed aperte al territorio: 35 svolgono attività in collaborazione con le scuole, 53 sono sensibili alle esigenze di utenti svantaggiati, principalmente anziani, disabili, o utenti che risiedono in località distanti ( rispettivamente 34, 26, 13 su 96). Anche quando questo comporta l'organizzazione di servizi bibliotecari in sedi esterne alla biblioteca, o in collaborazione con partners diversi, principalmente scuole, o associazioni. (72 su 96) Si tratta anche di biblioteche che in genere fanno parte di una rete, o che lavorano o hanno lavorato a progetti con partners diversi, e questo ha permesso loro di realizzare delle attività per le quali, autonomamente, non avrebbero avuto i mezzi.
c) Queste biblioteche registrano delle difficoltà a conoscere il proprio pubblico di immigrati. Gli strumenti a cui si fa riferimento spesso sono insufficienti. Un'altra difficoltà è la limitatezza del personale e delle risorse. Bisogna tenere conto del fatto che, d'altra parte, i servizi bibliotecari per utenti stranieri immigrati sono particolarmente onerosi, sia finanziariamente che in termini organizzativi e gestionali.
d) Si tratta comunque di biblioteche che esprimono un forte interesse per la realizzazione di servizi multiculturali. Potrebbe essere curioso il caso di 17 biblioteche che dichiarano di non avere lettori immigrati, non sanno con certezza se ci sono immigrati sul territorio, non svolgono attività interculturali, ma che tuttavia sono state incluse nelle statistiche perché chiedono al Polo servizi tecnici, servizi di reference e formazione. Sono biblioteche che ragionano in prospettiva, sapendo che degli stranieri comunque ci sono sul territorio, e desiderano essere poste in condizioni di offrire servizi anche a questo pubblico.
e) Probabilmente la pianificazione di attività del Polo potrebbe essere orientata in due direzioni: da una parte la realizzazione di un servizio di acquisto, catalogazione e prestito di libri in lingua, quindi la costituzione, in via sperimentale, di un piccolo fondo circolante di libri in lingua, nelle lingue della popolazione immigrata più diffusa sul territorio, che, dall'indagine, risultano essere albanese, arabo, lingue dei Paesi dell'Europa dell'est. Dall'altra, la realizzazione di una struttura informativa e documentaria importante per le biblioteche, comprendente testi di documentazione e di formazione sui temi legati all'immigrazione, l'interculturalità, l'insegnamento dell'italiano lingua seconda, oltre, naturalmente, ai servizi bibliotecari multiculturali.
f) La formazione. Sarà indispensabile che sia fornita una formazione di base per il personale bibliotecario di vari livelli, tanto da parte della Regione, che di altre agenzie formative. Per quanto riguarda più in particolare la definizione di una professionalità di bibliotecario multiculturale, potrebbe essere utile prevedere un percorso di formazione pluriennale comprendente materie come analisi di comunità, l'immigrazione in Italia e in Toscana, la comunicazione interculturale, i servizi delle biblioteche multiculturali e le linee guida IFLA per le biblioteche multiculturali, a cui va aggiunta una formazione nelle culture di appartenenza degli immigrati del territorio, magari attraverso convenzioni con l'università.

A cura di Laura Bassanese, Biblioteca Comunale "A. Lazzerini" di Prato

Marzo 2004

 
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