Regione Toscana. Ufficio biblioteche, beni librari e attività culturali
Guida alla gestione dei siti web delle biblioteche pubbliche toscane
A cura di Riccardo Ridi - versione 1.0 (5 febbraio 2004)
ultima correzione refusi e aggiornamento link effettuate da
Il Palinsesto snc il 26/10/04 nella sola versione web
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1. Introduzione
Nel 2004, dopo 13 anni dall'invenzione del World Wide Web, dopo 9 dalla sua esplosione anche in Italia, dai primi esperimenti di AIB-WEB e dalla consultabilità via web dell'Indice SBN, a due anni dall'Internet
Manifesto dell'IFLA, non è più accettabile (almeno in un paese che si pretenderebbe all'avanguardia come l'Italia e, a maggior ragione, in una regione con le tradizioni bibliotecarie della Toscana) che il sito web
di una biblioteca sia considerato qualcosa di sperimentale, inessenziale, facoltativo.
Biblioteche grandi e piccole, pubbliche e private, generali e specializzate, antiche e moderne: tutte avrebbero montagne di motivi, ampiamente discussi in letteratura, corsi e convegni, per manifestare - come minimo - la propria esistenza in un
ciberspazio sempre più centrale nella vita informativa sia degli utenti che degli operatori professionali del settore.
A seconda della propria mission e delle risorse umane, economiche e tecnologiche disponibili, ogni biblioteca può calibrare il proprio impegno su questo fronte, passando dal semplice "biglietto da visita" con recapiti e
orari sul sito dell'ente di riferimento o su quello del provider che fornisce la connessione, al piccolo sito informativo dei vari servizi disponibili recandosi in biblioteca, fino al sito di medie o grandi dimensioni e complessità
che addirittura permetta di usufruire "a distanza" di alcuni servizi, dalla consultazione del catalogo e il rinnovo del prestito fino alla consultazione di un "virtual reference desk" o addirittura l'interazione con un
vero e proprio "virtual reference service".
Se, quindi, ogni biblioteca dovrebbe avere un proprio sito dinamico (o almeno una propria paginetta web statica, dal costo ormai irrisorio), per le biblioteche pubbliche, che il relativo Manifesto Unesco invita ad essere "il centro
informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione" ciò è a maggior ragione ineludibile, immerse come sono in un ambiente informativo la cui percentuale digitale
cresce quotidianamente.
Queste linee guida costituiscono una serie di consigli di base che si spera possano rivelarsi utili sia per le numerose biblioteche pubbliche toscane che già possiedono un proprio sito, sia per quelle che stanno per approntarne uno, sia
nel caso che il sito venga interamente sviluppato "in casa", sia che esso venga appaltato (auspicabilmente solo per per la fase progettuale e non per l'aggiornamento e la crescita) a soggetti esterni. L'obiettivo è da
una parte la condivisione di un livello minimale di caratteristiche formali (in primis l'accessibilità per tutti i cittadini) e di contenuti, e dall'altra l'incentivazione della coerenza fra siti che dovrebbero offire servizi
simili a pubblici, tutto sommato, non eccessivamente dissimili fra loro.
©Regione Toscana e Riccardo Ridi, 2004.
Pagina creata il 10/04/2004. ultimo aggiornamento 15/11/2004
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