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Regione Toscana. Ufficio biblioteche, beni librari e attività culturali

Guida alla gestione dei siti web delle biblioteche pubbliche toscane

A cura di Riccardo Ridi - versione 1.0 (5 febbraio 2004)
ultima correzione refusi e aggiornamento link effettuate da Il Palinsesto snc il 26/10/04 nella sola versione web


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7. Micro-consigli per la qualità del web bibliotecario

Validi per i siti web di ogni biblioteca pubblica toscana di qualsiasi dimensione.

COSE DA FARE

  • Segnalare il nuovo sito o il suo cambio di indirizzo al "Repertorio delle biblioteche toscane"
    <http://www.cultura.toscana.it/biblioteche/bsb/indir/index.shtml> della Regione Toscana.
  • Segnalare il nuovo OPAC o il suo cambio di indirizzo al repertorio degli "OPAC italiani"
    <http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm> dell'AIB.
  • Verificare l'accessibilità del sito e di ogni nuova pagina provando a visualizzarlo con più browser e, magari, anche utilizzando un software di validazione.
  • Fare attenzione alla corretta codifica in HTML di caratteri accentati e diacritici.
  • Verificare periodicamente link esterni e interni, anche con appositi software (linkcheckers).
  • Tenere sempre presente che le pagine della biblioteca verranno consultate sia da utenti locali che da utenti remoti. Segnalare con chiarezza le eventuali risorse non accessibili a tutti.
  • Battezzare i file rimanendo il più possibile nell'ambito degli 8 caratteri, più tre per l'estensione (quindi meglio .htm che .html). Utilizzare, per i nomi dei file, criteri logici che consentano la crescita di serie omogenee (staff01.htm, staff02.htm per le pagine del personale oppure se031021.htm, se031118.htm per quelle di una serie di seminari), utilizzando, nei limiti del possibile, nomi espressivi e mnemonici, aiutandosi con acronimi e abbreviazioni. In ogni caso dovrebbe essere noto all'intero staff che si occupa di una certa sezione del sito il criterio con cui i file vengono battezzati, in modo da mantenerne la coerenza.
  • Analoghi criteri andrebbero usati anche per i nomi assegnati alle directories, in modo da creare complessivamente URL il più possibile leggibili, comprensibili e citabili. Ad esempio: <http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/convegni/co010304.htm>.
  • Prima di modificare una pagina online farne sempre una copia d'archivio, ribattezzando il file in modo da includerne nel nome la data della modifica (ad esempio nomefile.htm può diventare nomefile-031228.htm). Periodicamente le versioni d'archivio possono essere spostate in altre directories, dove si potrà eventualmente procedere periodicamente allo scarto di varianti poco significative.
  • Prevedere, se possibile, un "web di lavoro" dove effettuare prove non visibili al pubblico.
  • Assicurarsi un efficiente sistema di backup in caso di emergenza.
  • Considerare sempre, soprattutto se si lavora in più persone al sito, la versione online delle pagine come quella corrente, da cui ripartire per qualsiasi modifica.
  • Lasciare sempre nella parte invisibile delle pagine (HEAD), soprattutto se si lavora in più persone al sito, una traccia datata del proprio ultimo intervento, utilizzando gli appositi tag <!-- --> per i commenti.
  • Usare uno stile coerente in tutte le pagine del sito, soprattutto nell'uso dei caratteri, delle "barre di navigazione" (serie stabile di link verso le principali sezioni del sito), nelle parti iniziali e finai delle pagine, dove vanno concentrati i metadati (indicazioni della responsabilità dei contenuti e dell'editing, data di creazione, data di aggiornamento, titolazioni, indicazioni di copyright, ecc.).
  • Concentrare in un solo punto del sito le informazioni che vengono spesso citate (orario di pertura, recapiti dello staff, ecc.) e non ripeterle mai altrove, utilizzando piuttosto dei link alla fonte unica, facilitando così l'aggiornamento costante e coerente delle informazioni nel'intero sito.
  • Ottenere la possibilità di aggiornare direttamente le pagine in FTP, senza dipendere da altri (centri di calcolo, provider, ecc.);
  • Prima di aggiungere ogni nuova pagina domandarsi se si dispone delle risorse umane necessarie per mantenerla costantemente aggiornata.
  • Mettere a punto un buon flusso informativo interno alla biblioteca (possibilmente via e-mail) per venire a sapere cosa e quando aggiornare sul sito.
  • Mettere a punto un buon flusso informativo interno alla redazione web (possibilmente via e-mail) per coordinare il lavoro.

COSE DA EVITARE

  • Le scritte lampeggianti e quelle in movimento che attraversano lo schermo. Attirano l'attenzione la prima volta (spesso su aspetti secondari e che soprattutto non cambiano ogni istante, come sarebbe invece naturale aspettarsi per giustificare un tale sforzo di richiamo dell'attenzione), irritano dalla seconda.
  • I frames. Riducono lo spazio davvero utilizzabile, non sono compatibili con tutti i browser, rendono problematici link a specifiche pagine e appiattiscono l'intero sito sull'URL della homepage.
  • Pagine troppo lunghe (più di 4 o 5 schemate) o troppo corte (un solo paragrafo).
  • Paragrafi di testo troppo lunghi, senza righe vuote di separazione.
  • Abbinamenti di colore testo/sfondo poco leggibili.
  • Immagini prive di testo alternativo, animate (a meno che non siano strettamente funzionali), troppo ingombranti o inutili.
  • Suoni "di sfondo" meramente decorativi o che comunque si attivino automaticamente.
  • Links con testo non indicativo ("clicca qui"), diretti verso la stessa pagina da cui partono o in colori e modalità non standard (non sottolineati, non in blu).
  • Pagine senza link (almeno) alla homepage del sito e homepages senza link all'ente di riferimento e al proprio OPAC (se disponibile online).
  • Pagine con più link denominati diversamente, ma che conducono alla medesima risorsa.
  • Tag TITLE generici e non identificanti ("introduzione", "homepage", "biblioteca comunale").
  • Nomi di files e di directories con lettere maiuscole e underscores ( _ ).
  • Cambiare gli URL, ma se proprio è necessario farlo bisogna lasciare sempre un rinvio dal vecchio al nuovo indirizzo.
  • Creare un numero di directory e sottodirectory eccessivo (struttura del sito eccessivamente annidata) o esiguo (struttura del sito eccessivamente piatta). Nuove directory vanno create solo se e quando servono, come una nuova classe in uno schema di classificazione.
  • Non rispondere (o rispondere con grande ritardo) alle e-mail spedite dagli utenti. Se non si dispone del tempo sufficiente allora è meglio non rendere pubblici sul sito i propri indirizzi, riservandoli alla comunicazione interna con colleghi, fornitori, referenti istituzionali, ecc.

©Regione Toscana e Riccardo Ridi, 2004.
Pagina creata il 10/04/2004. ultimo aggiornamento 15/11/2004

 
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