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IL PROGETTO I CENTRI INTERCULTURALI EVENTI STUDI E MATERIALI PUBBLICAZIONI NORMATIVA LINK STAFF


IL PERCORSO PROGETTUALE

cronologia 1998 - 2003


1999   2000   2001   2002   2003


1998
settembre
Su iniziativa dell'Assessore regionale alla cultura, Franco Cazzola, il documento preliminare del Piano d'indirizzo della cultura 1999-2000 indica tra le sue determinazioni programmatiche: "(...) in ogni settore d'intervento, la realtà del multiculturalismo impone di dedicare la massima attenzione al libero e aperto confronto tra linguaggi e culture, con l'obiettivo di far emergere le identità e le differenze, i conflitti e le reciproche influenze; in questo senso la Toscana dell'anno 2000 potrà costituire, attraverso il nuovo programma di iniziativa regionale 'La Toscana dei popoli e delle culture: liberi per ri-conoscersi', trasversale a tutti i settori della cultura (e interagendo con altri settori, dall'economia al sociale al turismo), uno scenario di ampio confronto tra presente e passato, tra nord e sud del mondo." Nello stesso documento, nella scheda dedicata al nuovo programma di iniziativa regionale "La Toscana dei popoli e delle culture: liberi per ri-conoscersi" si scrive che "il programma è finalizzato a valorizzare tutte le situazioni e le attività che possono favorire l'incontro tra popoli e culture diverse, a far sì che tutto il territorio toscano rappresenti un ponte temporale (tra vecchio e nuovo secolo e millennio) e spaziale (tra territori del nord e del sud del mondo)".
novembre-dicembre L'idea progettuale della "Toscana dei popoli e delle culture" viene proposta dal Dipartimento regionale alla cultura a Enti Locali, istituzioni e associazioni culturali (italiane e non), situazioni di base, attraverso incontri e interventi diretti sul territorio toscano. Nella "casa del popolo" di Coiano, a Prato, si sperimenta un processo di trasformazione in "casa dei popoli e delle culture" attraverso gruppi di lavoro tematici sul confronto di genere (donne/uomini), tra generazioni (giovani/anziani) e tra "popoli" ("autoctoni" e "immigrati"). A seguito dell'esperienza di Coiano, il Dipartimento regionale alla cultura stabilisce rapporti di collaborazione con altre nove situazioni tipologicamente diverse: Centro di documentazione città di Arezzo, Teatro Accademia dei Concordi di Campiglia Marittima, Circolo ARCI di Poggio a Caiano, Casa dei diritti e delle culture di Carrara, Teatro SMS di Rifredi (Firenze), Circolo ARCI di Ponte a Greve (Firenze), Centro Servizi Donne immigrate di Livorno, Teatro Verdi di Poggibonsi, Circolo ARCI di Tobbiana (Prato), Circolo ARCI di Casellina (Scandicci). Si cerca di individuare, a partire da situazioni esistenti, possibili modelli di "centri interculturali" per progettare un sistema di rete: una rete di "case dei popoli e delle culture" diffusa sull'intero territorio regionale. A Prato le cinque Circoscrizioni decidono di sostenere congiuntamente le sperimentazioni di Coiano e Tobbiana, nell'ambito del progetto "La Toscana dei popoli e delle culture" non ancora istituito formalmente dal Consiglio regionale.

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1999
gennaio L'elaborazione progettuale si concentra sulla questione dei "centri interculturali"; viene prodotto il documento Le "case dei popoli e delle culture" in Toscana: primi elementi per la progettazione di un sistema, come strumento di lavoro per iniziare a costruire una rete di "centri".
febbraio Attraverso incontri e accordi con le associazioni promotrici delle principali manifestazioni musicali, teatrali, convegnistiche, legate alle tematiche del multiculturalismo e del confronto interculturale (Fabbrica Europa, Musica dei Popoli, Festival dei Popoli, Meeting internazionale antirazzista, Toscana delle culture ecc.) viene costruito un calendario di circa. 40 eventi che si svolgeranno da maggio a dicembre, coinvolgendo nel mese di novembre la prima rete di "centri interculturali". La Regione cofinanzierà le manifestazioni "messe in rete" e sosterrà il calendario con interventi di comunicazione che promuovano l'insieme dell'operazione rafforzando i collegamenti tra le diverse manifestazioni.
marzo Viene definita la linea della comunicazione del progetto in collaborazione con Mario Fiorenza. "La Toscana dei popoli e delle culture: liberi per ri-conoscersi" assume la nuova denominazione di "PORTO FRANCO. Toscana. terra dei popoli e delle culture". L'elaborazione progettuale si concentra sui "campus dei popoli e delle culture", individuandone il carattere di laboratori internazionali di produzione di conoscenze e saperi in chiave interculturale.
aprile Il Consiglio regionale istituisce il Programma di Iniziativa Regionale "PORTO FRANCO. Toscana. Terra dei popoli e delle culture" affidandone il coordinamento a Lanfranco Binni, dirigente del Dipartimento delle Politiche Formative e dei Beni Culturali, con un budget di L.350.000.000 di cui L.100.000.000 come sponsorizzazione delle banche tesoriere della Regione. Viene costituito un gruppo di lavoro tecnico-scientifico che è espressione delle istituzioni toscane, degli istituzioni cultuirali e delle associazioni dei cittadini immigrati; ne fanno parte inizialmente Lanfranco Binni, Ivan Della Mea, Udo Enwereuzor, Giuseppe Faso, Mercedes Lourdes Frias, Maria Omodeo, Eleonora Paglini, Pablo Salzar, Barbara Von Berger. Viene redatto il "manifesto di PORTO FRANCO", documento politico-programmatico, di impianto concettuale e lessicale.
maggio Il 10 maggio, prima conferenza-stampa di PORTO FRANCO, a Firenze, presso la sala della Giunta regionale; alla conferenza-stampa, alla quale sono invitati gli amministratori delle Province e dei Comuni, le istituzioni e le associazioni culturali italiane e non, partecipano Laura Balbo, Ministro per le Pari Opportunità, Franco Cazzola, assessore regionale alla cultura, Paolo Benesperi, assessore regionale all'istruzione, al lavoro e alla formazione professionale. Tra gli interventi, Mercedes Lourdes Frias, Sergio Staino, Elle Kappa. Lo stesso 10 maggio, con Fabbrica Europa, a Firenze, inizia il programma di manifestazioni del calendario 1999. Nei giorni successivi, la documentazione essenziale su PORTO FRANCO viene inviata alle Province, per avviare la costruzione della rete istituzionale necessaria allo sviluppo del progetto sull'intero territorio regionale. Il primo strumento saranno conferenze provinciali che coinvolgano i Comuni e le Comunità Montane. Contemporaneamente vengono stabiliti rapporti con i Ministeri della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica, soprattutto in previsione del coinvolgimento della scuola e dei primi "campus" dell'estate 2000.
giugno Mentre prosegue la sperimentazione di modelli di "centri interculturali" nelle prime situazioni già individuate e l'elaborazione progettuale sui "campus", vengono preparate le conferenze provinciali sulla base della scelta dell'integrazione delle politiche culturali, educative e sociali ad ogni livello della pubblica amministrazione toscana. La Regione propone di far incontrare, nell'autunno-inverno, PORTO FRANCO e il progetto regionale "SIPARIO APERTO. Circuito regionale dei piccoli teatri" su un terreno comune di confronto tra culture e linguaggi.
luglio Con la partecipazione della Regione, si svolgono le conferenze provinciali, con la partecipazione degli assessori alle politiche culturali, educative e sociali delle Province, dei Comuni e delle Comunità Montane: vengono gettate le basi per la programmazione territoriale degli interventi a finalità interculturale. Alle conferenze provinciali PORTO FRANCO presenta due documenti programmatici, Una rete di centri interculturali e I "campus dei popoli e delle culture", come materiali di lavoro.
agosto A seguito delle conferenze provinciali, le Province - in collaborazione con i Comuni, le Comunità Montane, la società civile - iniziano a costruire le "mappe" dell'esistente (associazioni, progetti locali, servizi ecc.) per avviare processi di integrazione delle politiche sul territorio. In ogni territorio provinciale vengono individuati i possibili "centri interculturali" per una prima rete di almeno 30 situazioni da inserire in un sistema di rete nel 2000.
settembre Su proposta della Regione, il 9 settembre viene istituita una prima rete di 14 "Comuni di PORTO FRANCO" : Bucine (AR), Fucecchio (FI), Scandicci (FI), Arcidosso (GR), Rosignano Marittimo (LI), Cecina (LI), Viareggio (LU), Carrara (MS), Santa Croce sull'Arno (PI), Volterra (PI), Poggio a Caiano (PO), Quarrata (PT), Sambuca Pistoiese (PT), Poggibonsi (SI). Sono Comuni medio-piccoli con esperienze positive di integrazione tra politiche culturali, educative e sociali, che possono costituire situazioni di riferimento per altri Comuni che in Toscana - anche nell'ambito del progetto regionale - stanno progettando interventi sui terreni dell'intercultura. E' solo l'inizio di una rete istituzionale da ampliare negli anni successivi, con l'obiettivo del pieno coinvolgimento dei 287 Comuni della Toscana, naturalmente con il coordinamento d'area delle Province. E' pubblicato il primo numero dei "Quaderni di PORTO FRANCO", collana di "studi e materiali" per l'orientamento delle reti di PORTO FRANCO: è uno studio di Lisa Francovich, Le immigrazioni in Toscana: l'origine della popolazione locale dall'anno mille ad oggi attraverso una rassegna bibliografica . Il numero di settembre del mensile istituzionale della Regione, "la Regione Toscana", è dedicato interamente a PORTO FRANCO.
ottobre E' pubblicato in 20.000 copie il primo numero del "giornale di PORTO FRANCO", strumento di rete per costruire reti istituzionali e nella società civile. Campagna di comunicazione attraverso l'affissione di manifesti 6 m. x 3 m. nelle città capoluogo della Toscana. Il 30 ottobre, a Firenze, al Teatro Tenda, si svolge la "prima conferenza regionale di PORTO FRANCO" dedicata in particolare alla questione dei "centri interculturali". Alla conferenza partecipano Province, Comuni, Comunità Montane, istituzioni e associazioni culturali, con interventi e presentazioni di materiali. Tra i materiali per la conferenza regionale, PORTO FRANCO presenta l' "Articolo 0" di una eventuale legge regionale che garantisca stabilità alla rete dei centri; il titolo del documento è Si potrebbe... Il Comune di Firenze presenta un documento per l'integrazione delle politiche culturali, educative e sociali sul proprio territorio: Politiche integrate per un programma interculturale del Comune di Firenze. La via della convivenza interculturale. Come conclusione della conferenza, si assume la decisione che Regione, Province; Comuni e Comunità Montane sottoscrivano entro la fine dell'anno protocolli di intesa, area per area, finalizzati alla costruzione di una prima rete regionale di 30 centri interculturali. La conferenza è preceduta da un concerto di musiche zingare dell'Alexian Group, e seguita da un concerto dell'Orchestra di Tangeri, per la prima volta in Toscana, e da un intervento di danza del gruppo Daghue della Costa d'Avorio. Viene inoltre presentato il programma delle circa 200 manifestazioni musicali, teatrali e convegnistiche che si svolgeranno in Toscana nei mesi di novembre-dicembre presso i primi "centri interculturali" in rete e nei piccoli teatri del circuito di SIPARIO APERTO.
novembre-dicembre Nell'intero territorio regionale si svolgono le circa 200 iniziative musicali, teatrali, convegnistiche dei programmi "Popoli e culture in Toscana", a partire dai primi centri interculturali della rete di PORTO FRANCO , e "Sipario Aperto Intercultura", nei 53 piccoli teatri del circuito regionale. La Regione propone mettere in rete per il 2000 non 30 centri interculturali ma 60. Il 16 dicembre si tiene a Firenzse la prima riunione regionale delle/dei responsabili dei centri della rete di PORTO FRANCO. In quest'occasione viene presentata dalla segreteria regionale del progetto una proposta di legge dal titolo Indirizzi per la programmazione integrata degli interventi con finalità interculturali in Toscana ; è lo sviluppo dell' "Articolo 0" presentato alla conferenza regionale di ottobre. Viene presentato, come strumento di lavoro, il documento La rete dei "centri interculturali" per l'anno 2000 che definisce i tre livelli della "messa in rete" dei centri: telematico, organizzativo (rapporti tra centri), territoriale (far rete a livello locale con la scuola, le istituzioni culturali e sociali, l'associazionismo). Viene anche presentato il documento progettuale I primi "campus di PORTO FRANCO" nell'anno 2000 , che stabilisce gli obiettivi e il metodo di progettazione dei primi cinque campus per il 2000. Messaggio ricevuto da Seattle: "Abbiamo da perdere soltanto le nostre brioches". I coordinatori scientifici dei campus (Antonietta Pappalardo e Mercedes Lourdes Frias per il campus sulle culture delle donne; Armando Gnisci, Mbaye Diaw e Lanfranco Binni per il campus sulle culture della parola e della scrittura; Ivan Della Mea, Annamaria Rivera e Bruno Cartosio per il campus sulle culture della storia e della memoria; Corrado Marcetti e Nicola Solimano per il campus sulle culture dell'abitare; Alfredo Jacopozzi e Aldo Tarquini per il campus sulle culture della religione) iniziano il lavoro di progettazione e l'individuazione delle/dei partecipanti "straniere" e "toscane"(cosiddette autoctone e immigrate). Province, Comuni e Comunità Montane individuano i centri delle rispettive aree. Il 22 dicembre la Regione e gli enti locali sottoscrivono protocolli di intesa che definiscono le funzioni della prima rete 2000 di centri interculturali. I protocolli istituiscono in ogni territorio provinciale i tavoli della concertazione e della programmazione, ai quali partecipano le istituzioni e le/i responsabili dei centri. I tavoli sono coordinati dalle Province.

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2000
gennaio La segreteria regionale di PORTO FRANCO predispone il piano 2000 per il Consiglio regionale, che prevede l'inserimento di 60 centri interculturali in un sistema di rete e la realizzazione dei primi campus nell'estate.
febbraio-marzo A seguito della sottoscrizione dei protocolli di intesa del 22 dicembre 1999, si tengono le conferenze provinciali per la gestione dei protocolli; iniziano processi di programmazione territoriale concertata tra Regione, enti locali e responsabili dei centri interculturali della rete di PORTO FRANCO. Nella riunione delle/dei responsabili dei centri, l'1 febbraio, a Firenze, viene individuato nel centro di Terranuova Bracciolini il referente per tutti i centri della rete per l'immissione delle informazioni nel sito regionale www.cultura.regione.toscana.it. Il centro di Quarrata sarà invece il referente per i rapporti con le "maestre" (Rosi Braidotti, Rigoberta Menciù...) e i "maestri" (Noam Chomsky, José Saramago...) di PORTO FRANCO a livello internazionale. Nel mese di febbraio il Consiglio regionale delibera il piano 2000 di PORTO FRANCO, con un budget di L. 1.850.000.000, e la legge n. 29/2000 Interventi finalizzati allo sviluppo di strategie interculturali in Toscana; PORTO FRANCO è indicato come "strumento di attuazione" delle strategie. Nella riunione delle/dei responsabili dei centri, il 6 marzo, a Firenze, sono stabiliti i rapporti tra centri e "campus"; il passaggio dei campus nei vari territori della Toscana sarà occasione di iniziative collaterali organizzate dai Comuni e dai centri. I coordinatori scientifici dei campus concludono la progettazione; inizia l'organizzazione, coordinata dalla segreteria regionale di PORTO FRANCO. A seguito di un incontro tra l'assessore Franco Cazzola e il sottosegretario del Ministro della Pubblica Istruzione, Carla Rocchi, presidente della commissione intercultura, viene stabilito un accordo di collaborazione per interventi mirati alla scuola che prevede alcune iniziative a maggio e un programma di attività per ottobre-dicembre. Il 10 marzo si tiene un primo incontro per avviare un percorso di elaborazione teorica sul terreno del confronto di genere al maschile, sulla base di un documento progettuale dal titolo Si potrebbe... Alla fine di marzo, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell'IRRSAE e da operatrici della scuola produce la piattaforma politico-programmatica Per una scuola pubblica interculturale come strumento per la costruzione di reti di insegnanti sull'intero territorio regionale; il documento sarà presentato nella "prima conferenza regionale di PORTO FRANCO sulla scuola" che si terrà a Firenze il 26 maggio. E' avviata la predisposizione di un progetto europeo di PORTO FRANCO, nel quale far confluire i progetti dal territorio. Si tiene a Perugia un primo incontro tra Regione Toscana e Regione dell'Umbria per valutare l'opportunità di un'intesa finalizzata allo sviluppo di strategie interculturali, nel quadro dell'accordo di programma tra le Regioni dell'Italia centrale.
aprile Regione Toscana e ANCI Toscana sottoscrivono un protocollo di intesa per la realizzazione di iniziative comuni nell'ambito di PORTO FRANCO; il protocollo prevede, tra l'altro, la realizzazione di un programma di trasmissioni radiofoniche settimanali a cura di una rete di radio coordinata da Controradio. Viene avviata la costituzione del comitato scientifico internazionale previsto dalla legge n. 29/2000, Interventi finalizzati allo sviluppo di strategie interculturali in Toscana, con funzioni consultive complessive; viene proposto di farne parte a Noam Chomsky, Margherita Hack, René Gallissot, Rosi Braidotti, Mondher Kilani, Annamaria Rivera, Stefano Levi della Torre, Rigoberta Menciù, Eduardo Galeano.
maggio "Conferenza regionale di Porto Franco sulla scuola"(Firenze, Auditorium del Consiglio regionale, 26 maggio), preceduta da un concerto, in Piazza Santo Spirito, con la partecipazione dei gruppi Pitura Freska, Nour Eddine e Lokshen); il programma è realizzato nell'ambito di un programma di collaborazione tra "Porto Franco" e il Ministero della Pubblica Istruzione, Commissione Intercultura. Nella conferenza regionale sulla scuola, alla quale partecipano ca. 200 docenti, esperti di didattica interculturale e responsabili dei "centri interculturali" viene discussa la piattaforma programmatica "Per una scuola pubblica interculturale" presentata da "Porto Franco" e viene avviata la costruzione di una rete di docenti impegnati nella didattica interculturale. A seguito delle elezioni amministrative regionali, all'Assessore regionale alla cultura Franco Cazzola subentra l'Assessore Mariella Zoppi. E' pubblicato in 20.000 copie il secondo numero de "Il Giornale di Porto Franco", strumento di informazione e condivisione dello stato di avanzamento del progetto. Pubblicazione degli Atti della prima conferenza regionale di Porto Franco-(Firenze, 30 ottobre 1999), secondo numero dei "Quaderni di Porto Franco", che contiene i documenti 1999-2000 del progetto.
giugno Si svolgono a Firenze, presso la segreteria regionale del progetto, numerose riunioni della rete istituzionale e dei "centri interculturali", per la preparazione dei "campus" tematici che si svolgeranno tra la fine di luglio e la metà di agosto. L'intera operazione dei "campus" (cinque gruppi di esperte ed esperti provenienti dalla Toscana e da tutto il mondo, laboratori itineranti per la Toscana sulle tematiche della parola e della scrittura, della storia e della memoria, dell'abitare, delle religioni, delle donne) sarà gestita direttamente dalla segreteria regionale del progetto, con la collaborazione dei Comuni coinvolti dagli itinerari dei "campus".
luglio-agosto Tra il 24 luglio e il 13 agosto si svolgono i cinque "campus" tematici, incontrandosi il 10 agosto sul Monte Amiata. Comuni e "centri interculturali" promuovono iniziative sul territorio alle quali prendono parte i partecipanti dei "campus". L'11 agosto, nello spazio "tibetano" del Merigar, ad Arcidosso, i coordinatori e i partecipanti dei diversi campus presentano e confrontano i risultati finali. Nei giorni dell'incontro dei campus sull'Amiata si svolge il programma di iniziative di spettacolo "Zibaldone di Porto Franco", a cura dell'Accademia Amiata. Il lavoro all'interno dei "campus" viene riportato giorno per giorno nel sito web di Porto Franco.
settembre-novembre I coordinatori dei "campus" riordinano i materiali prodotti e li preparano per la pubblicazione a stampa o attraverso video vhs. Attraverso incontri periodici presso la segreteria regionale del progetto, le/i responsabili dei "centri interculturali" lavorano alla costruzione delle reti provinciali dei "centri", con il coinvolgimento dei Comuni e delle Province.
novembre E' pubblicato il terzo numero dei "Quaderni di Porto Franco", Atlante delle migrazioni, a cura di Walter Peruzzi: un quadro del fenomeno complesso delle migrazioni nel nostro paese, in particolare in Toscana, nel contesto delle migrazioni internazionali.
dicembre L'11 dicembre, a Firenze, presso l'Auditorum del Consiglio regionale, viene presentato il volume Le culture dell'abitare, con gli Atti del "campus" omonimo; il volume è prodotto in collaborazione con la Fondazione Giovanni Michelucci. Viene inoltre presentato il video di documentazione dei lavori del campus.

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2001
gennaio Presentazione dei risultati dei Campus 2000 e delle linee di sviluppo del progetto nel 2001, nei giorni 19 e 20, presso l'Auditorium del Consiglio regionale, con la partecipazione del comitato scientifico internazionale previsto dalla legge regionale "Interventi finalizzati allo sviluppo di strategie interculturali in Toscana" (L.R. 29/2000); partecipano Rosi Braidotti, René Gallissot, Armando Gnisci, Mondher Kilani, Claude Jacquier, Stefano Levi Della Torre, Francesco Margiotta Broglio, Predrag Matvejevic, Anna Maria Rivera, Edoardo Sanguineti, Romana Sansa, Antonio Tosi, i coordinatori e i partecipanti toscani dei campus 2000, le/i responsabili dei centri interculturali della rete.
febbraio Porto Franco, con un intervento simbolico che indica lo sviluppo del progetto "sulla strada" direttamente nei territori, partecipa alle sfilate del Carnevale di Viareggio: una "banda mista" di composta da quaranta musicisti, donne e uomini, adulti e bambini, sfila tra i carri del Carnevale. La banda è composta da tre gruppi musicali, i senegalesi dell'associazione Popoli Uniti di Fucecchio, i Rumeni di Transilvania Express residenti a Siena, gli Europei della Bandao di Poggibonsi. Il messaggio è: impariamo ad accordare i suoni, nel pieno rispetto dei suoni propri incontrandosi con i suoni degli altri.
marzo Convegno di studi sulla tradizione del Carnevale, il 3 e il 4, a Viareggio. Esperte ed esperti di Porto Franco, Ivan della Mea, Annamaria Rivera, Julio Monteiro Martins, Armando Gnisci e Marcello Tarì discutono sulla forza e capacità di coinvolgimento delle tradizioni popolari e sull'importanza di un loro incontro, che produca un "corto circuito" creativo, con i nuovi linguaggi dello spettacolo e le nuove tecnologie.
aprile-maggio Verifica dello stato della rete 2000 dei "centri interculturali", in previsione del suo ampliamento ad almeno 80 centri entro la fine dell'anno. Definizione del calendario degli "eventi" di interesse internazionale, nazionale e regionale. In numerose aree territoriali della Toscana le Province, i Comuni e i "centri interculturali" attivano i tavoli provinciali di concertazione e programmazione previsti dai protocolli di intesa del dicembre 1999 per gestire le risorse (1 miliardo di finanziamento regionale che produce cofinanziamenti di enti locali e privati per 1.400 milioni) destinate ai progetti dei "centri" secondo la L.R. 14/95, e per programmare i "campus" territoriali tra luglio e dicembre. Approvazione della delibera della Giunta regionale n. 468 del 7 maggio 2001 con cui si definisce il programma di Porto Franco per il 2001, che prevede la realizzazione di almeno 10 "campus" territoriali e almeno 10 eventi di rilevanza internazionale, nazionale e regionale.
giugno Vengono approvati i programmi degli 11 campus territoriali, definiti "Cantieri aperti" : 1. Memorie in viaggio - area territoriale della Provincia di Arezzo 2. L'abitare quotidiano - area metropolitana Firenze-Prato 3. La Memoria del Territorio - area territoriale del Circondario Empolese-Valdelsa 4. Ricordare al presente - area territoriale del Chianti fiorentino 5. Passato, presente, popoli, generazioni: incontri tra diversità - area territoriale della provincia grossetana 6. L'Isola della Memoria - area territoriale dell'Isola d'Elba (provincia di Livorno) 7. Pratiche di pace - area territoriale delle Versilia (provincia di Lucca) 8. Resistenza della Memoria - area provinciale di Massa Carrara 9. Tra memoria e futuro - area territoriale della provincia di Pisa 10. Tracce in movimento - area territoriale della provincia di Pistoia 11. Il Cantiere delle Generazioni: Giovani Anziani Sognatori Uniti - area territoriale della Provincia di Siena I programmi dei "Cantieri", che prevedono la realizzazione di circa 1000 iniziative tra maggio e dicembre 2001, interessano tutto il territorio regionale, con il coinvolgimento diretto di tutte le Province, di 116 enti locali (Comuni, Comunità Montane), dei "centri interculturali".
luglio partecipazione di Porto Franco ad alcuni eventi del programma 2001 tra cui: La progettazione interculturale, presentazione della "Carta della Progettazione Interculturale", seminario a cura di Porto Franco e della Fondazione Giovanni Michelucci; Arezzo Wave; Meeting Internazionale Antirazzista; On the road festival; Di mare in costa; Mercantia Teatralfestivalmercatomedievale; inaugurazione della Banca della Memoria di Porto Franco "Giuseppe Baldini"; .I ° seminario italiano degli scrittori migranti, promosso da Porto Franco, in collaborazione con l'Associazione Sagarana di Lucca e la Cattedra del Dipartimento di Italianistica e Spettacolo dell'Università La Sapienza di Roma; The Mighty Zulu Nation, spettacolo di danze e canti tradizionali della nazione Zulu; Teatro Povero di Monticchiello.
agosto Partecipazione Porto Franco ad alcuni eventi del programma 2001 tra cui: Itinerari Musicali; Making Peace.Teoria e pratica, incontro trilaterale tra giovani Palestinesi, Israeliani e Italiani e le comunità locali; Raccontar(si). Laboratorio di formazione di mediatrici interculturali,
settembre Partecipazione di Porto Franco ad alcuni eventi del programma 2001 tra cui: Premio Pieve-Banca Toscana, XVII° edizione, a cura della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano; Bunuazia Romania, giornata d'incontro delle comunità rumene residenti in Toscana; Contratti agrari e rapporti di lavoro nel Medioevo, IV° Laboratorio internazionale di storia agraria; 1° Afrique Jamboree, programma di iniziative di spettacolo, mostre, gastronomia, cinema, incontri, a cura dell'Associazione Wazobia. L'11 settembre si svolge in Regione un incontro tra Province, Comuni capo-progetto dei "cantieri" e "centri interculturali" della rete 2000 per valutare lo stato del progetto sugli aspetti particolari del coordinamento Province-Comuni-centri e delle esperienze sul territorio. Il resoconto delle esperienze in corso delinea un quadro decisamente positivo; in genere le iniziative dei programmi dei "cantieri" innescano processi locali in espansione, e i coordinamenti tra Province, Comuni e centri cominciano a registrare esperienze positive, in particolare nei territori provinciali di Arezzo, Massa-Carrara, Pistoia, Siena, Grosseto, Lucca, Pisa.
ottobre Porto Franco partecipa alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi, il 14 ottobre; nel volantino distribuito durante la marcia è scritto: "In un momento in cui il mondo è chiamato ad un impegno difficile nella lotta contro il terrorismo internazionale, la scelta della nonviolenza e del dialogo diventa una risorsa preziosa per spezzare spirali di violenza e di odio che potrebbero incendiare l'intero pianeta. Lo sviluppo di pratiche di pace, di incontro e di confronto tra popoli e culture è oggi più che mai necessario. Portiamo quindi in Umbria, sul percorso iniziato da Aldo Capitini nel 1961, parole e suoni dell'esperienza in corso di Porto Franco in Toscana, terra dei popoli e delle culture, per contribuire attivamente a un momento significativo di incontro con le reti istituzionali e associative impegnate a livello nazionale e internazionale nella costruzione di strategie di giustizia e di pace." Partecipazione di Porto Franco ad alcuni eventi del programma 2001 tra cui Psichiatria. Linguaggi e comunicazione nella società multiculturale, convegno promosso dalla U.O. Educazione alla Salute, a cura delle Aziende Sanitarie Locali 10 (Firenze) e 11 (Prato); 1971-2001 Ieri Bosio oggi: creare e organizzare cultura, convegno promosso dall'Istituto Ernesto De Martino; Narrate uomini la vostra storia. I linguaggi delle memorie: storie di vittime della tratta e di molti altri di noi, a cura del Ce.I.S. di Lucca; Giornata della Pace, a cura dell'Associazione Tempio della Pace, con la partecipazione delle scuole di Firenze; Informazione e immigrazione, seminario a cura della segreteria regionale del progetto in collaborazione con ANCI Toscana e Comune di Empoli. Durante i lavori dei convegni Ieri Bosio oggi e Informazione e immigrazione sono elaborati e discussi due documenti: "Adesso parlo io" (La carta di Colonnata, 19/20 ottobre 2001) e "Per il diritto all'informazione, per l'informazione sui diritti" (La carta di Empoli, 26/27 ottobre 2001), approvati a conclusione dei lavori.
novembre-dicembre Mentre si svolgono le attività dei "cantieri aperti" e dei centri interculturali sull'intero territorio regionale, le conferenze provinciali di coordinamento e programmazione verificano lo stato della rete dei centri e decidono il suo ampliamento 2001 con l'inserimento di 30 nuove realtà. In conclusione del convegno Generazioni aperte, conoscenza, confronto e prospettive delle Università dell'Età Libera in Toscana,Poggibonsi 24 novembre, è avviata l'elaborazione di una "carta" dal titolo "Generazioni. Persone in movimento"; una "carta" dal titolo "La salute, un diritto interculturale" è proposta in conclusione del convegno omonimo di Campi Bisenzio (6-7 dicembre). Una "carta" dal titolo "Quali culture senza diritti?", costituita dal testo di un intervento di Ilaria Possenti, è condivisa in conclusione del convegno di Massa (10 novembre) sulle tematiche del confronto interculturale. Il 18 dicembre, a Firenze, in Palazzo Vecchio, è presentato il volume "Prendiamo la parola. Il campus delle culture delle donne un anno dopo", a cura di Francesca Moccagatta, Albalisa Sampieri e Sonia Tsevrenis, introduzione di Mercedes Lourdes Frias, risultato del "campus" 2000 di Porto Franco.

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2002
L'esperienza positiva della territorializzazione del progetto attraverso i programmi 2001, permette di affidare ai coordinamenti territoriali (Province, Comuni,. Circondari, Comunità Montane, centri interculturali) lo sviluppo del processo, trasferendo alle Province le necessarie risorse finanziarie. I tavoli provinciali di coordinamento e programmazione, istituiti sulla base dei protocolli di intesa del dicembre 1999, cominciano a gestire le attività interculturali sul territorio, nell'ambito degli indirizzi generali del progetto regionale.

Sul tessuto ordinario delle attività territoriali gestite dagli Enti Locali e dai centri interculturali si inseriscono programmi di iniziative gestiti direttamente dalla Regione, caratterizzati da una forte rilevanza regionale, nazionale e internazionale, con l'obiettivo di promuovere il complessivo sistema del confronto interculturale in Toscana e tra la Toscana e il mondo, intervenendo sullo sviluppo delle conoscenze e dei saperi sulla base delle tematiche affrontate dal progetto fin dall'inizio del suo percorso.

Nel 2002 il progetto si sviluppa dunque su due livelli: - il rafforzamento delle attività territoriali con il coordinamento delle Province; - il perseguimento di obiettivi di innovazione teorica e di rilevanza internazionale, su iniziativa diretta della Regione.

Tra le iniziative di rilevanza regionale, sul terreno della valorizzazione delle tradizioni popolari, Porto Franco interviene nel Carnevale di Viareggio per avviare la costruzione di una rete dei Carnevali e delle bande musicali della Toscana, considerati importanti luoghi di aggregazione e confronto intergenerazionale.

Tra le iniziative di rilevanza internazionale, nel mese di marzo Porto Franco organizza a Firenze un incontro tra rappresentanti palestinesi e israeliani della "coalizione israelo-palestinese per la pace" (sulla linea che porterà all'Accordo di Ginevra del dicembre 2003); si tenta anche di organizzare per il mese di luglio la partecipazione dalla Toscana a una "catena umana per la pace" in Israele e nei territori occupati, ma l'iniziativa è impedita dal precipitare della situazione in Palestina.

Nel mese di ottobre la segreteria del progetto regionale promuove un'inchiesta sullo stato della rete di Porto Franco, sulla base del documento Francamente. L'inchiesta sarà oggetto di incontri di verifica nelle diverse aree territoriali della Toscana.

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2003
Prosegue lo sviluppo del progetto sui due livelli proposti nel 2002: - i programmi territoriali coordinati dalle Province; - interventi di iniziativa regionale su tre assi tematici principali: a) un programma di iniziative finalizzate alla valorizzazione dei linguaggi delle tradizioni popolari come momenti significativi di confronto intergenerazionale; b) iniziative tese a rafforzare l'intervento regionale sul terreno del confronto di genere; c) un programma di iniziative sulle tematiche della salute mentale, della "normalità" e della "devianza", in collaborazione con il Dipartimento regionale del diritto alla salute; d) la costruzione dell'"Istituto regionale Toscana/Orienti" come strumento di relazioni e collegamenti internazionali, con particolare attenzione all'area mediorientale. Prosegue inoltre l'attività editoriale di Porto Franco, e viene progettata la trasformazione del sito web in portale interattivo, come strumento di informazione e collegamento al servizio della rete istituzionale e dei centri interculturali, per garantire una sempre maggiore visibilità delle esperienze territoriali e un effettivo scambio di informazioni tra i diversi nodi della rete.

Tra le iniziative di rilevanza regionale, un "festival delle bande musicali di ogni genere" (più di 30 bande tradizionali e di ricerca) nel quadro del Carnevale di Viareggio e il programma "Psichiatria slegata" all'interno e all'esterno dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.

Nel mese di maggio dalla progettualità di Porto Franco nasce la reimpostazione dell'intervento regionale sul terreno dell'arte contemporanea: la "rete regionale per l'arte contemporanea" di TRA ART. Nell'estate, Porto Franco partecipa alla Biennale d'arte di Venezia, coproducendo con la Biennale le installazioni di Stateless Nation (senza stato una nazionale) a cura di Sandi Hilal e Alessandro Petti: un intervento che prosegue l'impegno regionale a sostegno del processo di pace di pace in Palestina.

In autunno inizia una nuova verifica dello stato della rete di Porto Franco, attraverso i tavoli provinciali di coordinamento e programmazione.

Tra novembre e dicembre, le installazioni di Stateless Nation sono trasferite da Venezia a Prato, dove costituiscono l'asse centrale del programma Palestinesi. Senza Stato una Nazione: quindici iniziative (arti visive, cinema, incontri) nell'arco di un mese.
 
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