Il sostegno alle esperienze di produzione teatrale e di animazione nelle situazioni individuate dal
progetto regionale nella sua fase di avvio ha permesso di iniziare a confrontare esperienze finora
sostanzialmente isolate e a individuare obiettivi e metodi per un corretto impiego del teatro come
strumento di educazione alla salute nelle realtà del carcere.
Il teatro nel carcere è un forte strumento di cambiamento per gli attori-detenuti, ma è anche un
mutamento nel mondo carcerario a sostegno della legislazione più avanzata (vedi Legge Gozzini), che
si batte per il reinserimento in società di chi vive l'esperienza del carcere.
Le esperienze teatrali favoriscono anche il cambiamento nei linguaggi del teatro, che trova negli
stretti orizzonti carcerari una sua rinnovata urgenza e necessità.
I tanti anni di lavoro teatrale in carcere delle compagnie e dei registi mostrano - nelle differenti
modalità operative e nei diversi stili ed obiettivi espressivi - come non vi sia contraddizione fra
un'alta qualità espressiva ed artistica degli spettacoli creati in carcere e l'utilizzo a fini
pedagogici del mezzo teatrale: i due aspetti rinviano l'uno all'altro e si arricchiscono vicendevolmente.
Il teatro in carcere quando è guidato da una corretta metodologia artistica, crea indirettamente un
contesto pedagogico basato sull'autoformazione e sull'autoanalisi: un contesto pedagogico che
coinvolge tutti coloro che attraversano quella determinata esperienza teatrale, arricchendo la cura
e la stima della persona, la propria salute mentale e corporea, la propria sensibilità, la propria
esperienza cognitiva.
La persona che vive l'esperienza del carcere deve trovare nel periodo della detenzione occasioni di
ripensamento e di ri-partenza, nella piena affermazione della propria dignità umana.
Il teatro in carcere, inoltre, propone una scena dove le culture, le lingue e le etnie si incontrano.
Il carcere rappresenta simbolicamente e concretamente il margine della società: è specchio di una
società multirazziale nei suoi aspetti socialmente più fragili.
Le carceri italiane sono piene di persone emarginate: immigrati dai paesi poveri (in particolare del
maghreb e dell'ex Jugoslavia), immigrazione interna all'Italia (dal Sud), le frange socialmente ed
economicamente più deboli delle zone ricche del Paese.
Anche a questi cittadini "sospesi", reclusi inevitabilmente, si rivolge il teatro che - solitamente -
diventa un terreno di incontro, conoscenza, ricostruzione della propria storia personale.
II. OBIETTIVI
Obiettivi generali
Il progetto, istituito nell'anno 1999 (delibera di C.R. n. 86) in collaborazione con la Direzione
Generale Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà, ha come obiettivo principale il sostegno
alle attività teatrali di produzione e di animazione nelle realtà dei penitenziari e delle case
circondariali, come strumenti di socializzazione della popolazione detenuta nell'ambito dell'educazione
alla "cura di sé" dell'individuo - con particolare attenzione alle tematiche dell'educazione alla
salute - e ad una consapevole interrelazione con gli altri, attraverso la conoscenza e la pratica dei
linguaggi teatrali e musicali.
Gli obiettivi specifici per il 2004 sono:
sostenere le attività di produzione di qualità e l'impiego del teatro come strumento di socializzazione della popolazione detenuta;
consolidare e ampliare la rete dei penitenziari e delle case circondariali coinvolti dal progetto;
promuovere la conoscenza delle esperienze del teatro in carcere, anche attraverso il circuito regionale dei piccoli teatri e la rete dei "centri interculturali" di Porto Franco;
produrre materiali di informazione e comunicazione rivolti ai territori, con particolare attenzione al mondo della scuola.
III. INTERVENTI E STRUMENTI
Interventi previsti nell'anno 2004
Nell'anno 2004 il progetto si realizzerà attraverso interventi volti a:
consolidare gli interventi avviati nell'ambito del progetto già negli scorsi anni, attraverso un protocollo d'intesa tra Regione Toscana e compagnie, associazioni e operatori;
sviluppare le relazioni organizzative e di confronto tra le diverse situazioni di intervento, in una logica di rete;
valorizzare le esperienze di produzione e di animazione, attraverso interventi di documentazione e divulgazione nelle strutture culturali della Toscana, anche utilizzando gli spazi del Circuito regionale dei piccoli teatri.
Sono destinatari del contributo regionale le associazioni teatrali e le compagnie che svolgono
attività negli Istituti di Pena della Toscana. Per gli operatori che svolgono attività di animazione
teatrale, musicale, ecc.. è previsto un incarico di prestazione occasionale ai sensi della L.R.
12/2001 e successive modificazioni ed integrazioni.
Le associazioni teatrali , le compagnie e gli operatori per poter accedere e beneficiare del
contributo regionale dovranno presentare specifici progetti, corredati da un bilancio preventivo,
finalizzati a raggiungere gli obiettivi sopra indicati.
Il dirigente responsabile del progetto regionale provvede con proprio decreto a definire le scelte
funzionali del progetto, nonché i criteri di assegnazione del contributo regionale.
I contributi regionali saranno così liquidati:
50% dietro dichiarazione di inizio attività;
50% a conclusione dell'attività, dietro presentazione di regolare rendicontazione richiesta dagli
uffici regionali.
Il progetto, fin dal 1999, si è sviluppato in collaborazione con la Direzione Generale
"Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà", che lo ha finanziato con risorse del proprio
bilancio.
Costo del progetto per il 2004 è di Euro 150.000
IV. PROCEDURE DI ATTUAZIONE
Le fasi procedurali tecnico-amministrative di competenza della Regione necessarie per la realizzazione
del progetto sono:
individuazione delle potenzialità di espansione della rete di situazioni, con l'obiettivo di
coinvolgere le principali realtà del sistema penitenziario in Toscana;
sottoscrizione di intese preliminari con le compagnie e gli operatori beneficiari del
finanziamento regionale.
Soggetti pubblici e privati da coinvolgere nella realizzazione degli interventi
Province, Comuni, Penitenziari e Case circondariali della Toscana, Associazioni teatrali,
Compagnie e operatori teatrali.
Risultati conseguiti nel 2003
Nel corso del 2003 il progetto è intervenuto a sostegno delle seguenti associazioni teatrali
che hanno svolto, all'interno delle carceri, attività di formazione teatrale e laboratori,
consentendo la realizzazione di eventi produttivi, spesso caratterizzati da una notevole
qualità artistica:
Carte Blanche/Centro Nazionale Teatro e Carcere di Volterra
Teatro Popolare d'arte - Casa circondariale di Arezzo
Associazione Culturale SOBBORGHI Onlus - Casa di reclusione di S. Gimignano- Ranza
Giallo Mare Minimal Teatro - Carcere a custodia attenuata di Empoli
Massimo Altomare- Casa circondariale maschile Mario Gozzini (Solliccianino)
Centro di Teatro Internazionale - Carcere a custodia attenuata di Empoli
Patrizia De Libero - N.C.P. Sollicciano sez. femminile