La creatività svolge un ruolo importante nelle diverse fasi di maturazione e crescita degli
individui poiché si avvale di molteplici tecniche e linguaggi comunicativi. Questi contenuti
possono essere espressi in termini di "formazione teatrale", dal momento che la formazione
teatrale consente la realizzazione di nuove esperienze e trasformazioni positive. Gli aspetti
ludici e produttivi connessi ad un'esperienza sono fondamentali per uno sviluppo psicofisico
equilibrato e consapevole. Dunque la salute come globalità dell'essere in contrapposizione a
visioni parziali e frammentarie, la salute come prospettiva "ecologica" di ricerca, di cambiamento,
di comunicazione, di espressione e conoscenza di significati nuovi. L'esperienza teatrale, quando
è qualitativamente alta e intenzionalmente formativa, coinvolge le diverse dimensioni della persona
permettendo un approccio costruttivo e duraturo ai temi relativi alla salute.
Il progetto, proposto in collaborazione con il Direzione Generale- diritto alla salute e delle
politiche di solidarietà e coordinato Direzione Generale -Politiche formative, beni e attività
culturali, ha, per l'anno 2005, i seguenti obiettivi:
Sostenere e consolidare le iniziative di spettacolo rivolte ai ragazzi e alle giovani generazioni e, in particolare, a tutte quelle attività che sono di supporto ai problemi del disagio giovanile.
Concretizzare gli interventi di educazione permanente, rivolti a soggetti svantaggiati, dando continuità alle iniziative di laboratorio teatrale finalizzate al superamento di interventi meramente assistenziali
II. INTERVENTI E STRUMENTI
Il progetto si articola in più sottoprogetti i quali, sia separatamente che complessivamente, sono strumento di realizzazione degli obiettivi posti per far emergere e promuovere le nuove realtà produttive e i giovani gruppi toscani che hanno finalità professionali:
La bottega d'arte sui "Mali di vivere", per la prevenzione e l'ascolto al disagio giovanile;
Risvegli, progetto di laboratorio teatrale terapeutico per pazienti psichiatrici giovani e adulti
Definizione del sottoprogetto "La bottega d'arte sui 'mali di vivere" per la prevenzione e
l'ascolto al disagio giovanile e l'uso del teatro in ambito socio sanitario
Il consolidamento delle attività teatrali e culturali d'ambito socio sanitario, attinenti la
stabilizzazione di un progetto regionale pilota volto a mettere in rete il patrimonio di
competenze storicamente acquisite nelle esperienze di Cascina e Pontedera, quali teatri d'arte
e d'impegno civile, sono volte alla prevenzione del disagio giovanile (tossicodipendenza,
devianze ecc.) e all'utilizzazione del teatro in contesti sociali definiti (psichiatria,
università degli anziani ecc.).
Il progetto tende a verificare e valorizzare i modi attraverso i quali la cultura teatrale,
sotto diverse forme e tramite l'utilizzazione del linguaggio scenico espressivo nel suo processo
ideativo e realizzativo, può essere attivata in contesti generazionali e sociali diversi: per
sviluppare l'identità critica dei giovani che si avvicinano al teatro, la relazione cognitiva e
sperimentale con insegnanti o associazioni di insegnanti della scuola; la produzione teatrale di
alta qualità con gruppi di anziani non professionisti di teatro; la progettazione di interventi
teatrali rivolti all'infanzia in ospedali; le promozione di attività teatrali legate al racconto
o alla lettura presso biblioteche, musei ecc.
III. OBIETTIVI
Il progetto ha come obiettivo primario la sperimentazione del linguaggio teatrale come mezzo di
espressione e comunicazione dei conflitti umani, utile per la prevenzione della devianza e dell'
emarginazione sociale. Il progetto individua nel teatro uno strumento capace di inserirsi nell'
esperienza quotidiana e formativa dei giovani, degli anziani e dei 'diversi', come struttura
dinamica in grado di raccogliere e rielaborare le loro diverse rappresentazioni del mondo per
trasformarle in materiali di confronto individuale e tra i gruppi.
Sipario Toscana ha ottenuto negli anni un riconoscimento concreto del lungo percorso storico
compiuto, consolidando il processo di sviluppo Artistico iniziato negli anni ottanta.
Questo processo di qualificazione artistica ha consentito di realizzare anche un nuovo e articolato
modello di proposta culturale ed educativa che presenta oggi caratteristiche assolutamente
innovative e aspetti di unicità rispetto al panorama teatrale Regionale e nazionale.
Il consolidamento delle attività teatrali e culturali d'ambito socio sanitario, che mettono in
rete il patrimonio di competenze storicamente acquisite nelle esperienze di Cascina e Pontedera,
quali teatri d'arte e d'impegno civile, sono volte alla prevenzione del disagio giovanile
(tossicodipendenza, devianze ecc.) e all'utilizzazione del teatro in contesti sociali definiti
(psichiatria, università degli anziani ecc.).
Il progetto "La bottega d'Arte sui mali di vivere" intende verificare e valorizzare i modi
attraverso i quali la cultura teatrale, nelle sue diverse forme e attraverso l'utilizzazione
del linguaggio scenico espressivo nel suo processo ideativo e realizzativo, può essere attivata
in contesti generazionali e sociali diversi.
Il progetto si pone come obiettivi prioritari:
Lo sviluppo dell'identità critica dei giovani che si avvicinano al teatro;
L'implementazione di una relazione cognitiva e di una sperimentazione metodologica con insegnanti o associazioni di insegnanti della scuola;
La ricerca e la produzione teatrale di alta qualità con persone sofferenti di psicosi;
Il progetto individua nel teatro uno strumento capace di inserirsi nell'esperienza quotidiana e
formativa dei giovani, degli adulti e dei 'diversi', come struttura dinamica in grado di raccogliere
e rielaborare le loro diverse rappresentazioni del mondo per trasformarle in materiali di confronto
individuale e tra i gruppi.
Definizione attività Progetto di educazione permanente in contesti socio-sanitari:
L'esperienza laboratoriale ormai decennale in collaborazione con il Servizio di Psichiatria Adulti
del Centro Diurno di San Frediano a Settimo e di alcune Residenze pisane della ASL n.5 e Lucchesi
della ASL n. 2 (Zona Alta Valle del Serchio), ha evidenziato come la sofferenza mentale imprima
segni profondi nel corpo rendendone i comportamenti ripetitivi e sclerotizzati.
Il laboratorio teatrale, ovviamente, non si è mai posto l'obiettivo della cura, compito affidato a
chi ne ha ruolo e strumenti, anche dal punto di vista medico-scientifico, la finalità perseguita
dal gruppo di lavoro della Fondazione Sipario Toscana, è sempre stata quella di stimolare, provocare
nelle persone coinvolte la ricerca di nuovi atteggiamenti psicofisici, in opposizione a quelli
scaduti nella rigida maschera, generata dal sintomo.
L'impostazione metodologica applicata si fonda su principi di tipo costruttivo, nel senso che ogni
proposta di lavoro nasce in un contesto di ricerca collettiva capace di far emergere le risorse di
ciascun individuo. Tale metodologia viene praticata in virtù delle competenze tecniche e delle
motivazioni professionali dell'educatore che si basano sulla capacità di ascolto, osservazione e
rielaborazione concettuale. Questi elementi conducono alla tessitura di un preciso contesto
"drammaturgico" ed alla creazione di un'azione stimolante, tali da permettere a chi è coinvolto
di partecipare senza opporre immotivate resistenze.
L'approccio laboratoriale parte dall'esplorazione delle tecniche teatrali integrate con altri
linguaggi multidisciplinari volti alla creazione artistica ed alla mediazione relazionale,
quali la video arte (attraverso i relativi strumenti di informatica multimediale) e la musica.
Progetto di continuità educativa: "Tutti uguali, tutti diversi: progetto di studio e ricerca sui
disagi e sulle mutazioni dell'adolescenza"
L'intervento, da svolgersi in più fasi operative, prevede:
interventi laboratoriali con alcuni "gruppi-classe" appartenenti ad istituti superiori della regione, volti a far emergere capacità e risorse espressive e comunicative;
visione della performance "Crazy & Standard": performance che mescola matti e attori rendendo arduo riconoscere la loro differenza, un ulteriore tragitto sul bilico tra normalità e follia, continuando a ribaltare il dramma in farsa e la sensatezza in pazzia, questo nuovo duetto si prefigge l'utopico obiettivo d'una guarigione. Avvalendosi del supporto poetico di tecnologie si riprodurranno immagini, operando una distorsione del reale che ne disperde ogni provenienza.
Attività di studio e ricerca attraverso un Osservatorio permanente sulle "mutazioni giovanili" denominato Generazioni. L'osservatorio è formato da educatori, animatori, docenti e artisti ed ha sede presso la Città del Teatro di Cascina. Opera per la divulgazione, la progettazione e la qualificazione della relazione tra teatro, società e alterità e mira alla valorizzazione di un teatro capace di generare confronti e dinamiche progettuali.
Laboratorio di avvicinamento al teatro Sguardi sul '900 Spazi per un nuovo diritto alla
cittadinanza
Il rito del teatro, rito per antonomasia, antico quanto l'uomo, oggi per un cittadino del nuovo
millennio si pone come punto di partenza per una ridiscussione del rapporto tra la propria storia
personale, quella più intima e segreta di ognuno di noi e la storia collettiva; teatro come
educazione, funzione, questa, ancora più importante oggi che attraversiamo tempi tanto oscuri.
Il teatro come esperienza educativa
Secondo anno del progetto educativo presso l'Istituto superiore "G.Vasari" di Figline Valdarno,
in collaborazione con l'Associazione A.SE.BA Associazione Senza Barriere, rivolto agli alunni e
insegnanti dell'Istituto. Il progetto prevede, per l'anno scolastico 2005-2006 la prosecuzione
del laboratorio teatrale, avviato nel 2004, con alcuni gruppi di studenti e con un gruppo di
insegnati degli istituti scolastici del territorio. Il valore del teatro come mediatore comunicativo
è uno strumento straordinario di relazione per l'espressione dei disagi ma anche strumento per
contrastare forme di iperattività, aggressività e prevenire eventi di dispersione scolastica.
I laboratori saranno svolti dagli operatori de La Città del Teatro in collaborazione con gli
insegnanti e prevedono la realizzazione di una dimostrazione di laboratorio finale.
La Compagnia degli Acusmatici
Il programma 2005 della compagnia Gli Acusmatici, prevede, oltre alla ripresa degli spettacoli
già allestiti ("Poi venne il vento" e "La tragedia del sapone"), la produzione di un nuovo lavoro
che avrà per tema l'Odissea di Omero.
I primi incontri preliminari in vista di un impegno così oneroso ci sono già stati nell'anno
2004, ma nei primi mesi del 2005 acquisteranno un ritmo sempre più sostenuto con l'impiego di
studiosi della materia, di un drammaturgo e della creazione di scene e costumi.
Nella seconda parte dell'anno si potranno già avere le repliche del nuovo spettacolo e quindi
prenderà il via l'organizzazione per poterlo presentare alle scuole della provincia di Pisa e
al più vasto pubblico possibile.
E' nostra intenzione cogliere l'occasione del nuovo lavoro anche per sviluppare una riflessione
pubblica sull'esperienza ormai decennale di questo gruppo di straordinari attori ed anche per
riprendere gli spettacoli già prodotti in passato.
Sarà realizzata anche un'attività di documentazione sui 10 anni della compagnia ed una festa
aperta alla città di Pontedera per testimoniare il grande impegno di queste persone che si
sono così a lungo impegnate fino a costituire un esempio memorabile.
Risultati attesi
Superamento di interventi meramente assistenzialistici, con l'obiettivo di praticare contesti di ricerca e laboratorio finalizzati ad agevolare, nell'utente, la presa di consapevolezza della propria "diversità " come risorsa.
Acquisizione da parte di operatori e di strutture scolastiche e socio-sanitarie del territorio, del linguaggio teatrale come strumento educativo di prevenzione alla dispersione scolastica, alla emarginazione sociale
Realizzazione di esperienze di aggregazione educativa e di formazione rivolte ad adolescenti e giovani attraverso le potenzialità comunicative del teatro;
Costo del sottoprogetto per il 2005 è di euro 34.000,00
Il progetto attiva inoltre sinergie con la Direzione Generale - Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà.
Risultati conseguiti nel 2004
Il progetto promosso da La Città del Teatro, ha contemplato le attività teatrali e culturali
d'ambito socio sanitario, volte al consolidamento del progetto pilota promosso dalla Regione
Toscana finalizzato alla messa in rete del patrimonio di competenze storicamente acquisite
nell'esperienza come teatro d'arte e d'impegno civile per la prevenzione del disagio giovanile
e per l'utilizzazione del teatro in contesti sociali definiti (psichiatria). L'obiettivo principale
del progetto è stato quello di verificare come la cultura teatrale, nelle sue diverse espressioni,
possa essere utilizzata in contesti generazionali e sociali potenzialmente diversi.
progetto di educazione permanente in contesti socio-sanitari:
La cooperazione con il Centro diurno di S. Frediano a Settimo (Cascina) e con il Dipartimento
di salute mentale di Castelnuovo Garfagnana (Lucca) che concretizzano la continuità e la stabilità
del laboratorio teatrale, superando interventi meramente assistenziali, ha visto nel corso del
2004 realizzarsi obiettivi specifici di grande rilievo, legati al recupero, da parte dei pazienti
psichiatrici coinvolti, di una dimensione relazionale e comunicativa. Per raggiungere tali
obiettivi sono state impiegate tecniche di analisi, osservazione ed introspezione praticate
attraverso il metodo del "gioco del sintomo" che, attraverso un percorso di esplorazione
della personalità degli utenti, ha contribuito non solo alla riscoperta di capacità espressive
personali ma soprattutto al raggiungimento di un equilibrio individuale.
Ciò che ha sostenuto maggiormente i pazienti nell'acquisizione di una dimensione riconoscibile
all'interno della quotidianità è stata la creazione di uno spazio altro in cui interagire e
sperimentare una condizione di vita diversa da quella offerta dalla malattia mentale.
Un luogo in cui si potesse finalmente imparare a rinominare le cose, in cui "la sensazione
di appartenenza, di energia positiva condivisa, di piacere di fare delle cose insieme e di
rischiare la propria libertà espressiva senza paura di essere giudicati, rifiutati o puniti".
progetto di continuità educativa
Il lavoro teatrale condotto con gruppi di adolescenti della scuola media inferiore e superiore nel
corso del 2004 ha ruotato attorno all'approccio metodologico ed etico che definiamo teatro della
relazione.
Con ciò abbiamo inteso favorire un'attenzione particolare al potenziamento e ampliamento degli
elementi relazionali propri del teatro i quali, come abbiamo visto, sono i fattori significativi
di distinzione dell'attività teatrale sia per quanto riguarda la ricezione che per l'azione
espressiva.
La difficile condizione dell'adolescenza , è spesso dovuta ad un distorto rapporto tra il mondo
adulto e il mondo del ragazzo, con la conseguente privazione di modalità espressive peculiari
dell'adolescenza e, per quanto attiene agli adulti, di comprensione dei reali bisogni - desideri
dei ragazzi stessi.
Ciò che abbiamo verificato attraverso i nostri laboratori teatrali di aggregazione educativa e
di formazione rivolte ad adolescenti e giovani , è che attraverso le potenzialità comunicative
del teatro si realizzano, di fatto, contesti di scambio e di comunicazione tra l'adulto e il
giovane, stimolando in quest'ultimo una presenza attiva basata sull'espressività corporea,
sulla parola e sulla reciprocità relazionale capace di istituire nella persona la necessità
di un rapporto autentico con l'altro.
progetto di sensibilizzazione e circuitazione informativa del Video d'Arte "Non ci sto dentro"
Attraverso l'individuazione di una rete di soggetti che, a vario titolo operano in contesti
socio-educativi, gli operatori del La Città del Teatro hanno partecipato ad iniziative di
sensibilizzazione ed informazione sui temi dell'aggregazione giovanile e sulle problematiche
socio-culturali connesse.
Anche per l'anno 2004 la Compagnia de "Gli Acusmatici", così si è definita l'esperienza che vede
protagonisti il gruppo di anziani che danno vita da alcuni anni al loro teatro a Pontedera,
ha realizzato le attività previste.
In particolare per il 2004 sono stati messi in scena in varie occasioni per le scuole medie s
uperiori, ma anche per un pubblico normale, i due spettacoli in repertorio: "Poi venne il vento"
(da L'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto) e "La tragedia del sapone" (tema liberamente tratto
da un soggetto di Roberto Bacci).
I due lavori, il primo con la regia di Roberto Romei ed il secondo con quella di Roberto Bacci,
hanno sottolineato ancora una volta la vitalità e l'impegno, anche sociale, di questa esperienza.
Le repliche dei due spettacoli hanno visto la presenza di un crescente numero di spettatori ed anche
la richiesta da parte di numerosi istituti scolastici ha creato un clima di scambio tra la cultura
di differenti generazioni oggi raramente verificabile.
"Poi venne il vento" è stato rappresentato con grande successo anche all'interno del Festival
Generazioni per una platea costituita da attori e registi di giovani gruppi italiani.
Il risultato di questo confronto, la professionalità mostrata ancora una volta da "Gli Acusmatici",
il dialogo che si è instaurato, le prospettive dell'uso possibile del teatro, sono stati momenti
molto significativi dell'intero Festival.
Definizione del Sottoprogetto "Risvegli", Laboratorio teatrale terapeutico per pazienti psichiatrici,
operatori e attori attraverso tecniche del teatro sociale. Formazione e pedagogia del teatro sociale.
Iniziative pubbliche su teatro e disagio psichico e fisico.
Obiettivi
La pratica del teatro ha una evidente e riconosciuta valenza terapeutica per molti disagi
della personalità. Le tecniche dell'attore sono strumenti preziosi per chi è alla ricerca di
una possibilità di espressione o per chi tenta di ricostruire un canale di comunicazione.
Primo obiettivo del sottoprogetto è la ricerca e l'acquisizione di una consapevolezza del
corpo e della psiche attraverso un laboratorio teatrale che si pone lo scopo di risvegliare
la creatività dell'individuo come atto propositivo e autonomo. Il lavoro dell'attore può
essere assunto come percorso di trasformazione e di autosviluppo. Il teatro diventa così
il luogo dove studiare ed esplorare i fenomeni di modificazione e trasformazione della
coscienza , mentre le tecniche teatrali sono il veicolo per approfondire le diverse
possibilità del "sentire " e del "comunicare". Secondo obiettivo del sottoprogetto è
la formazione e la pedagogia teatrale rivolta a giovani attori, operatori del settore
e disabili psichici e fisici attraverso l'organizzazione di workshop,stage e convegni
sul tema del Teatro e disagio sociale.
Definizione delle attività per il 2005
1) progetto Risvegli, centri diurni giaggiolo e albero vivo Firenze
sede : Palestra di Via Assisi Firenze
Regione Toscana Comune di Firenze Consiglio di Quartiere 4 termine: maggio 2005 Cantiere Florida
20 utenti con disabilita' psichica e fisica e 20 operatori giovani attori provenienti da tutta la Toscana. Si tratta di un progetto integrato che prevede la formazione di 15 giovani attori secondo le tecniche del Teatro sociale selezionati attraverso curriculum.
2) Passioni e emozioni : il coraggio di esserci
sede Circolo Culturale Le Panche Via Caccini Firenze
Regione Toscana Comune di Firenze Consiglio di Quartiere 5 ASL 10 esito : ottobre 2005
laboratorio di terapia teatrale rivolto a utenti del Centro Diurno,pazienti psichiatrici in carica al Servizio Sanitario ASL e cittadini,operatori studenti
3) corso di formazione " l' attore sociale " rivolto a attori,operatori del settore,disabili psichici e fisici. Il modello formativo prevede stage e workshop di tre giorni al mese per tutto il 2005.
Sede di svolgimento del corso: FIRENZE Teatro 334 Via di Brozzi 334 e altre citta' della Toscana ( Livorno, Lucca )
Festival- I teatri dell' anima, Firenze 2005 - 2° anno Cantiere Florida ottobre 2005.
In collaborazione con Assessorato alla Cultura, Sicurezza Sociale, Quartiere 4 e Quartiere 5,
Universita' agli studi Facolta' di psicologia Cantiere Florida. Una settimana di esperienze-incontri-
spettacoli sul tema del Teatro e Disagio Sociale.
Organizzazione e distribuzione dello spettacolo teatrale "Io Sto Bene" con attori d
iversamente abili nei Teatri e Festival della Toscana.
Laboratori di Teatro e Spettacoli.
Il laboratorio di Teatro e espressione si svolge con una frequenza settimanale e segue un modello
flessibile di incontro, ma che prevede la ritualizzazione del tempo, dello spazio, della
relazione fra i partecipanti fra di loro e i conduttori, lo stile empatico dell'ascolto e del
dialogo. Le diverse fasi che compongono il Laboratorio sono:
Training psico fisico dell'attore: preparazione fisica, presenza scenica - elementi di comunicazione e dinamiche di gruppo - rapporto con l'immaginario e le emozioni formazione dell'attore attraverso le tecniche del teatro sociale, recitazione, improvvisazione teatrale , studio dell'armonizzazione del corpo attraverso la musica, il movimento nello spazio, biodanza e danzaterapia.
Scrittura e adattamento di un testo teatrale: collaborazione degli utenti alla scrittura drammaturgica, studio del personaggio, improvvisazioni, prove e montaggio delle scene;
Allestimento e rappresentazione dello spettacolo: scelta dei costumi, progettazione e
costruzione delle scene, luci e musiche di scena; rappresentazione e rapporto con il pubblico.
Risultati attesi
Promozione e allargamento dell' idea di salute sociale attraverso il ruolo del Teatro.
Aggiornamento degli operatori del settore.
Fornire imput alla ricerca teatrale nel settore del Teatro sociale. Coordinamento e verifica di
nuove esperienze teatrali attraverso l'organizzazione di spettacoli con Compagnie di teatro integrato.
Ricerca e formazione
Organizzazione e promozione nel Territorio regionale delle tecniche di Teatro Sociale attraverso
workshop,stage e seminari. Promozione di un Corso Regionale di Teatro nelle Terapie rivolto a
giovani attori,operatori del settore sociale del privato e del settore pubblico.
Organizzazione di un convegno nazionale sul Teatro delle Diverse abilità con incontri-esperienze
a confronto-spettacoli sul tema del disagio psichico e fisico.
Costo del sottoprogetto per il 2005 è di Euro 7.000,00
Il progetto attiva inoltre sinergie con la Direzione Generale - Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà.
Risultati conseguiti nel 2004
Formazione e motivazione del gruppo di lavoro:
Nel corso di questo Laboratorio è stato possibile sperimentare le sensazioni che il proprio corpo
prova nello spazio attraverso il movimento creativo, sempre stimolando l'attore- utente ad una
riflessione sul vissuto.
Organizzazione dello spazio e del tempo:
Il setting del laboratorio teatrale per sua natura si pone come spazio/tempo separato dalla
quotidianità. Il rimodellamento della sfera esperienziale investe oltre al corpo, alla mente,
al linguaggio, anche le relazioni o meglio gli schemi di relazione interpersonale. Tutti coloro
che hanno partecipato al laboratorio teatrale hanno condiviso un progetto di cambiamento.
Si è formata quindi una comunità teatrale che mettendo in comune una situazione di spaesamento,
di insoddisfazione, di solitudine mette in atto una ricerca oltre la quotidianità.
L'attività teatrale apre la dimensione simbolica come riconoscimento del valore della
nostra esistenza, nei nostri gesti e nel rapporto con gli altri e con le cose ;
il contatto con gli altri nello spazio scenico e la loro testimonianza ci aiutano a
recuperare il senso della vita.
Riconoscimento delle emozioni e gestione delle relazioni:
Questo Laboratorio racchiude in qualche modo l'insieme di molte discipline legate all'uso del
corpo, della voce, dell'espressività. Il risultato conseguito nel laboratorio è il riconoscimento
della capacità di emozionarsi e la gestione delle relazioni a l' interno del gruppo di teatro.
Gestione delle relazioni che ha influenzato e modificato in senso positivo il rapporto
operatori-utenti. La tecnica teatrale è stata utilizzata per aiutare la comunicazione,
l'espressione di sé, il rapporto con gli altri.
Prove e dimostrazione di lavoro:
L'organizzazione delle prove e l'impegno richiesto nella realizzazione dello
spettacolo-dimostrazione di lavoro, ha coinvolto gli utenti in un lavoro creativo-artistico
che ha risvegliato competenze e attitudini. Il laboratorio "Risvegli" ha stimolato la capacità
di partecipare a un progetto, la condivisione delle idee e la disponibilità dei singoli utenti
a porsi in maniera creativa.
L'Associazione Teatro 334 Isole Comprese Teatro è giunta alla conclusione del terzo anno
del Progetto RISVEGLI , realizzando un laboratorio per utenti psichiatrici ,uno spettacolo
IO STO BENE e una Dimostrazione di Lavoro aperta al pubblico. La valutazione ampiamente
positiva , tenendo conto dello stato psico fisico dei partecipanti, è data dalla costruzione
del modello di lavoro attraverso la definizione dello spazio del laboratorio teatrale come
luogo di avvenimento artistico e extra - ordinario ( quindi terapeutico ) e dalla
partecipazione degli utenti a esperienze teatrali professionali.
(festival Volterrateatro 2004 / biennale teatro e psichiatria Padova giugno 2004 )
IV. COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO
L'intero progetto comporta un impegno finanziario per il 2005 di 41.000,00 Euro.
Il progetto attiva inoltre sinergie con la Direzione Generale - Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà.