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Rassegne Internazionali di Cinema

(Sottoprogetto di "Il Teatro Italiano in Europa")

La Regione Toscana, nell'ambito di un progetto europeo che ha tra gli obiettivi l'interdisciplinarietà tra i diversi linguaggi: dalle arti sceniche al cinema, interviene direttamente a sostegno di alcuni festival internazionali "storici" che hanno contribuito a individuare nella città di Firenze un punto di riferimento europeo:
  1. Festival dei Popoli
  2. France Cinema
  3. Incontri internazionali cinema donne

Festival dei Popoli
Fondata nel 1959 da un gruppo di studiosi di scienze umane (tra i quali Paolo Graziosi e Tullio Seppilli), l'associazione è impegnata da quaranta anni nella promozione e nello studio del cinema di documentazione sociale. L'attività dell'associazione consiste in primo luogo nell' organizzazione di un festival annuale internazionale del documentario sociale, che è il più antico d'Europa e che rimane a tutt'oggi il primo in Italia nel campo del cinema documentario. Al Festival si affiancano poi tavole rotonde e convegni su temi che riguardano sia i contenuti che le forme dell'espressione cinematografica.
Nel corso degli anni, il Festival ha portato a Firenze la migliore produzione documentaria a livello internazionale e ha messo il suo pubblico a contatto con i più noti cineasti del settore. I convegni, rivolti agli studenti universitari e al mondo della cultura in genere, hanno consentito al pubblico fiorentino di dialogare con esponenti di spicco dei vari rami delle scienze sociali, dall'antropologia, alla sociologia, all'urbanistica, alle scienze della comunicazione . A partire da un iniziale interesse - mai abbandonato - per la documentazione etnografica, la programmazione del Festival tocca oggi i più svariati aspetti del mondo contemporaneo, dall'attualità sociale e politica, alla storia, alla musica, all'arte, alla storia del cinema.

Le azioni del 2006
La 47a edizione del Festival dei Popoli si svolgerà a Firenze dal 1° al 7 dicembre 2006 e si articolerà in diverse sezioni, adottando una formula consolidata ma tuttora valida, che coinvolge, proprio per il suo carattere trasversale, molteplici interessi e che mette in evidenza l'estrema varietà di stili e sottogeneri che caratterizzano il cinema documentario per linguaggio e contenuti. La suddivisione in sezioni tematiche si rivela adeguata per un periodico aggiornamento delle linee interculturali che caratterizzano tanto la manifestazione quanto l'intero arco di attività permanenti svolte dal Festival dei Popoli: osservatorio internazionale del cinema documentario e non fiction, laboratorio di ricerca e di riflessione su tecniche, linguaggi e contenuti del cinema documentario, archivio audiovisivo dedicato al documentario. Il Festival dei Popoli privilegia il cinema d'autore e si propone di potenziare lo scambio interculturale, con particolare riguardo al mondo giovanile, con l'intento di individuare e valorizzare nuovi talenti emergenti.

Concorso Internazionale
Il Concorso internazionale è formato da una rosa di circa 15 titoli per circa 15 ore di proiezioni. Lo scopo del Comitato di Selezione è comporre una selezione rappresentativa delle nuove tendenze del cinema documentario contemporaneo per stile, linguaggio e contenuti. Per questo il Festival dei Popoli attinge ad un alto numero di film di produzione internazionale (dati 2005: 930 titoli provenienti da 65 paesi) e mantiene contatti e relazioni internazionali con festival, case di produzione e autori. Una Giuria internazionale, formata da personalità del cinema e della cultura, attribuirà i seguenti premi:
  • Miglior documentario (premio unico di 5.000,00 € al regista del film);
  • Miglior film etnoantropologico (Targa "Gianpaolo Paoli").

Concorso Italiano
Possono partecipare alla selezione i documentari, editi o inediti, di produzione nazionale (o, nel caso di coproduzione, in cui l'Italia figuri come Paese produttore principale) completati dopo il 1° settembre 2005. Lo scopo del Comitato di Selezione è comporre una selezione di documentari italiani (si prevede un massimo di 12 ore di proiezioni) rappresentativa delle nuove tendenze del cinema documentario italiano.
Una Giuria nazionale, composta da esperti del settore, attribuirà al Miglior documentario italiano un premio di 2.500,00 € al regista.

Sezione Tematica
Ogni anno un tema diverso caratterizza l'edizione: la sezione tematica può essere retrospettiva o presentare una selezione di film di produzione recente accomunati da un tema di attualità e di rilevanza culturale. In sintonia con quella che è stata e resta la peculiarità antropologica del nostro Festival, viene data testimonianza delle culture, delle tradizioni e degli stili di vita dei vari popoli del mondo. Le parole-guida nella scelta del tema di quest'anno sono ispirate alla politica culturale della Regione Toscana: intercultura, contemporaneità, architettura e problematiche urbanistiche. La sezione tematica sarà affiancata da una tavola rotonda di approfondimento.

Sezione "Il Presente Documentato"
Questa sezione è legata alla più stringente attualità. Grazie alla rete di contatti internazionali di cui dispone il nostro Festival, vengono presentati film, inchieste e reportages realizzati da documentaristi e giornalisti di fama internazionale non appena essi saranno stati completati. Per questa sezione il festival intende avvalersi della preziosa collaborazione del Dipartimento di Studi Storico e Geografici - Facoltà di Lettere dell'Università di Firenze.

Sezione "Filmare la Musica"
Questa popolare sezione dedicata a tutti gli appassionati di musica intende sottolinaere il ruolo della musica come veicolo comunicativo che oltrepassa confini geografici, barriere culturali e politiche, ma anche come strumento di riconoscimento di identità e di coesione di una comunità, una generazione, un gruppo, un paese.

Sezione "Lo Schermo dell'Arte"
La sezione dedicata all'arte contempla un ampio programma dedicato ai film di documentazione sull'arte contemporanea che riunisce film di recente produzione che raccontano, attraverso le testimonianze dei protagonisti e la presentazione di allestimenti e progetti, l'opera di alcuni dei maggiori protagonisti dell'arte del nostro tempo. Si prevede di conservare la fruttuosa collaborazione con CANGO - Cantieri Goldonetta.

Sezione "Spazio Architettura Immagine"
Sezione dedicata all'archiettura e all'urbanistica e che presenta, a fianco di ritratti di grandi architettti contemporanei, film che offrono alcuni dei temi di maggior attualità per quanto riguarda i rapporti tra l'uomo e gli spazi da lui abitati: case, città metropoli, mezzi di comunicazione e trasporto. La Sezione è frutto della collaborazione con il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell'Università di Firenze.

Eventi Speciali e Omaggi
Vengono inclusi in questa categoria film particolarmente significativi, per contenuto e valore artistico, nel campo del cinema documentario. Saranno presentate le opere più recenti dei maggiori autori in attività e omaggi a maestri del cinema e ai registi presenti nella Giuria del Concorso internazionale. La 47a edizione del Festival dei Popoli ospiterà inoltre un omaggio al regista Andreij Tarkovskij in occasione dei venti anni dalla sua scomparsa.
Assegnazione dei premi ai film vincitori del Concorso internazionale e del Concorso italiano (serata di chiusura).

Il costo del sottoprogetto per il 2006 è di 25.000,00 euro.


France Cinéma
Il festival cinematografico France Cinéma, organizzato dall'Associazione François Truffaut, è il festival dedicato al cinema francese che si svolge annualmente a Firenze dal 1986. France Cinéma articola la sua programmazione in due sezioni parallele che permettono al pubblico fiorentino non solo di scoprire le più recenti novità della produzione d'oltralpe, ma anche di riscoprire registi considerati ormai classici.

La Retrospettiva è infatti dedicata a riconosciuti maestri del cinema francese la cui modernità viene verificata attraverso la diretta visione delle opere in una rassegna che cerca di essere la più esaustiva possibile. Ad integrazione delle proiezioni, France Cinéma pubblica ogni anno un catalogo in cui prospetta un approccio storico-critico all'autore tramite una biografia e una filmografia complete e riccamente commentate e illustrate, un volume che molto spesso diventa un punto di riferimento editoriale su autori stimati, certo, ma ugualmente abbandonati ad uno sconfortante e colpevole oblio. Inoltre, un convegno riunisce critici e protagonisti dei film o collaboratori del regista (che intervengono in sala alle proiezioni con il pubblico) per mettere a fuoco lo stato dell'analisi dell'opera in esame.

Nella sezione Panoramica, organizzata come un concorso e dedicata all'attualità cinematografica della passata stagione in Francia, la selezione di una quindicina di film inediti in Italia tenta di evidenziare le tendenze in cui si articola la produzione transalpina.i; molte pellicole vengono presentate in anteprima assoluta, e i film selezionati sono quasi sempre accompagnati dal regista e dai protagonisti, con i quali il pubblico può direttamente confrontarsi prima e dopo la proiezione. Una particolare attenzione è dedicata alle opere prime e ai giovani autori - circa un terzo della selezione - o a quei film dimenticati dagli altri festival ma ugualmente meritevoli.

Una Tavola Rotonda su un argomento di attualità accompagna la selezione e permette a critici, registi, distributori, produttori e altre figure professionali di mettere sempre a confronto la Francia e l'Italia e di dibattere su argomenti quali il difficile rapporto tra cineasti e critici oppure le differenze nella strategie di promozione dei film all'estero da parte degli enti statali deputati etc.
Nei suoi diciotto anni di attività, France Cinéma ha presentato più di 700 film, organizzato 18 retrospettive e una quindicina di tavole rotonde. Tra le retrospettive, oltre alle "memorabili" come quelle dedicate a Marcel Ophuls nel 1993, a Jean-Pierre Melville nel 1994, a Julien Duvivier nel 1996, ricordiamo le più recenti: Chabrol nel 1997, Clouzot nel 1998, Tavernier nel 1999, Becker nel 2000, il patron Renoir nel 2001, la Nouvelle Vague nel 2002. Tra gli argomenti dibattuti nelle tavole rotonde, segnaliamo quelli degli ultimi anni, quali il difficile rapporto tra cineasti e critici (2000), le differenze nella strategie di promozione dei film all'estero da parte degli enti statali deputati (1998), il ruolo delle Regioni nella produzione o nella diffusione dei film (1999).

L'Associazione François Truffaut è stata fondata nel 1986 a Firenze con lo scopo di promuovere scambi culturali tra l'Italia e la Francia soprattutto in campo artistico e cinematografico. Tra le iniziative previste fu programmata, fin dall'inizio, la manifestazione cinematografica denominata France Cinéma - Incontri di Firenze con il cinema francese.

Azioni 2006
Retrospettiva Philippe Noiret
La ventunesima edizione di France Cinéma si terrà a Firenze dal 31 ottobre al 5 novembre 2006. Il programma prevede:
  • Una Retrospettiva (22 film) dedicata all'attore Philippe Noiret. La retrospettiva circolerà in altre sette città italiane tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Parma, Udine… La figura di Philippe Noiret sarà al centro di una Tavola Rotonda che si terrà il 4 novembre in presenza di alcuni registi che lo hanno diretto: Mario Monicelli, Bertrand Tavernier, Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore.
  • Una selezione di film-evento della stagione cinematografica parigina 2005 - 2006.
Da sempre France Cinéma tenta di dare un suo contributo - definito dalla stampa "molto prezioso", "insostituibile" - alla conoscenza reciproca tra francesi e italiani (il volume "Parigi-Roma, 50 anni di Coproduzioni italo-francesi", 1995, è andato a ruba nelle due edizioni italiana e francese). France Cinéma nel 2006 rende omaggio per la prima volta a un grande attore francese che ha sposato l'Italia: Philippe Noiret. È la prima volta che l'omaggio ad un artista francese diventa anche un omaggio al cinema italiano.
Approdato al cinema dal teatro (ha avuto come maestro Jean Vilar, fondatore del mitico Théâtre National Populaire), comincia la sua carriera nel cinema con La pointe courte di Varda (1956). Si fa apprezzare con Zazie dans le métro di Malle (1960), Thérèse Desqueyroux di Franju (1962), La vie de château di Rappeneau (1965). La popolarità arriva con Alexandre le bienheureux di Yves Robert (1967), splendido ritratto di un uomo pigro. La commedia si addice a questo attore dotato di una duttilità che ricorda un po' il nostro Marcello Mastroianni. Dopo Robert, lo dirigono con successo esperti della commedia come Philippe de Broca (Tendre poulet, L'Africain), Mario Monicelli (Amici miei, Speriamo che sia femmina), Edouard Molinaro… Ma è soprattutto nel genere drammatico che Noiret ha dato il meglio di sé: Le vieux fusil di Enrico, L'horloger de Saint-Paul, Que la fête commence, Le juge et l'assassin, Coup de torchon, La vie et rien d'autre di Tavernier, Tre fratelli di Rosi, Masques di Chabrol, Gli occhiali d'oro di Montaldo, Nuovo cinema Paradiso di Tornatore.

La personalità multiforme di questo degno successore di un Jean Gabin, sarà al centro di una Tavola Rotonda franco-italiana (4 novembre) in presenza di Bertrand Tavernier, Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore.



Costo del sottoprogetto per il 2006 è di 33.000,00 euro.


Incontri internazionali cinema donne
La missione principale del festival è quella di individuare e mostrare quanto di meglio le autrici producono oggi, segnalando le linee di tendenza, i punti di forza e le sperimentazioni più audaci. Tutto questo grazie anche alla grande rete di collaborazioni di cui Laboratorio Immagine Donna gode nel mondo.

I migliori film di giovani autrici e le ultime produzioni delle maestre costituiranno, come sempre, la selezione internazionale riservata alla fiction.

Il Festival di Firenze è nato nel momento della "grande urgenza", quando in Italia le firme femminili erano sostanzialmente due (Liliana Cavani e Lina Wertmuller), tre se consideriamo autrice anche la più grande sceneggiatrice del nostro cinema Suso Cecchi D'Amico. Oggi le richieste di partecipazione agli Incontri di Cinema e Donne giungono numerose da tutto il mondo e così scopriamo che ci sono registe proprio nei luoghi più difficili, dove i conflitti sembrano non trovare soluzione e dove la vita umana stessa ha ben poco valore.

Nel nostro paese le esordienti di ieri godono oggi di una piena maturità e affrontano, con maestria e sapienza, i temi del presente, del passato, del maschile, del femminile, spaziando a tutto campo tra i generi. Producono per il cinema, per la televisione, fanno video arte e documentari.

Oggi la sensazione prevalente è quella di una nuova urgenza. Questa volta, però, non è la soggettività femminile a crearla, ma i cambiamenti velocissimi che stanno di nuovo mutando il volto del pianeta disseminandolo di nuove emergenze. Ogni volta che si esamina da vicino una di queste emergenze, al centro di essa si trovano le donne. Anzitutto la guerra o meglio le guerre che sembra difficilissimo fermare o limitare. Esse distruggono le conquiste femminili in Africa e in Asia e le ripercussioni di queste perdite si avvertono anche nel resto del mondo. Regrediscono condizioni che avevano iniziato a modificarsi nel senso della libertà e della sicurezza.
Le donne sono le prime a soffrire per le carestie, la siccità, gli spostamenti di popolazioni. Le più recenti statistiche planetarie sulla salute dicono che le grandi epidemie come l'AIDS colpiscono soprattutto le donne dei paesi più poveri. Le donne sono vittime inermi della violenza o, novità del millennio appena iniziato, sono soldati che lasciano uomini e bambini a casa per andare a combattere.

A questo punto, il cinema delle donne è diventato un medium importante per chi vuole capire ed essere testimone di quanto accade e in questo senso testimone vuol dire eroe del presente. Infatti, nonostante la potenza crescente dei mezzi di informazione una comunicazione egoista ed interessata rende invisibili i problemi, quando non le tragedie, della gran parte del mondo. Le molte autrici che esercitano il loro diritto di sguardo nelle prime linee mediatiche e stabiliscono canali di comunicazione tra tutte le donne e gli uomini di buona volontà, sono ormai le protagoniste del cinema al femminile.

Per queste ragioni i premi del festival fiorentino sono centrati, oltre che sulla qualità formale e l'innovazione linguistica, sui valori forti della libertà e della solidarietà nella nuova società della convivenza interculturale.

Le azioni del 2006
La 28^ edizione del Festival Incontri Internazionali di Cinema e Donne, si svolgerà dal1'8 al 24 ottobre 2006 con il seguente programma:
Il Prisma Magico
Nei ventisette anni della sua storia, il Festival Internazionale di Cinema e Donne di Firenze ha accompagnato l'ingresso di almeno due generazioni di donne nel cinema internazionale, raccontandone la storia in diretta. Si tratta, a ben vedere, di una ricerca molto particolare, che è stato sintetizzato con un'immagine: quella del prisma magico. Un caleidoscopio attraverso cui illuminare una realtà complessa, dalle molteplici sfaccettature. Tante quante sono le diverse cinematografie e i Paesi a cui esse appartengono.
Accanto alle differenze geografiche, storiche, sociali e politiche, che determinano le diverse scelte estetiche, la magia del prisma rivela non solo interazioni e convergenze, ma anche fenomeni nuovi e recenti, primo fra tutti l'allungamento della vita artistica delle donne. Spazi di creatività e libertà impensabili fino a pochi anni fa, che sollecitano attenzione. Come lo è il continuo attraversamento dei generi codificati, dalla letteratura al cinema, al teatro, alla danza, alla video arte. O la nuova collaborazione tra uomini e donne, in coppie creativo - produttive molto innovative. O anche l'ingresso della nuova generazione di artiste internazionali nella società globale.

Per la XXVIII edizione, in preparazione del trentennale, gli Incontri Internazionali di Cinema e Donne propongono quindi un Progetto triennale, che delinei le principali tendenze in atto nel cinema delle registe, individuando le seguenti aree di approfondimento:
  • Cinema del Nord e Cinema del Sud: la nuova centralità europea è vera se esistono un Nord e un Sud. Da quando il mondo è meno Est e meno Ovest, che cosa significa, per una regista, lavorare nel cinema a Nord e al Sud? Il viaggio comincia a Nord dalla Svezia, il Paese dell'emancipazione per eccellenza. Qui, tra cinema e teatro, incontriamo l'icona del cinema bergmaniano per eccellenza.
  • La sezione Mama Africa avrà invece al centro il piccolo grande Burkina Faso, lo stato africano che in una cinematografia piccolissima conta una maggioranza femminile. La novità più rilevante, nel cinema africano di oggi, al compimento dei cinquanta anni di vita, è la presenza di una pleiade di autrici molto importanti e combattive, che diventano ambasciatrici delle differenti culture locali e della realtà dei loro Paesi.
  • Una tavola rotonda sul Cinema degli attori: da quando il cinema italiano è meno forte, che genere di attori predilige? Quale immagine di uomo italiano e contemporaneo veicolano? Quali sono le differenze con la generazione di attori precedente?
  • Cinema delle attrici: il fenomeno di cui si vuole dar conto è il rientro in scena, alle soglie della terza età, di bravissime attrici che hanno conquistato, spesso con la complicità del mezzo televisivo, l'affetto e l'ammirazione di pubblici che, a volte, non le hanno conosciute agli esordi della loro carriera.
  • Cinema altrove: come si vive la globalizzazione nel cinema delle registe e delle professioniste di cinema.
  • Le nuove tecnologie e il cinema delle registe: un cinema più leggero e meno costoso è ormai alla portata delle registe.
Costo del sottoprogetto per il 2006 è di 18.000,00 euro.
 
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