Avviato nel 1999, il progetto regionale ha conseguito positivamente un duplice risultato: a) il
sostegno alle attività teatrali di produzione e di formazione sviluppate da un numero sempre
maggiore di compagnie, gruppi e singoli operatori in diverse realtà (case circondariali e
penitenziari) della Toscana; b) il consolidamento di una rete che favorisce il coordinamento e il
confronto-incontro di esperienze tradizionalmente isolate e separate che ad oggi hanno una
rilevanza anche a livello nazionale.
Il teatro in carcere rappresenta un importante strumento di cambiamento per gli attori-detenuti, ma è
anche un mutamento nel mondo carcerario a sostegno della legislazione più avanzata (vedi Legge
Gozzini), che sostiene il reinserimento in società di chi vive l’esperienza del carcere. I tanti anni
di lavoro teatrale in carcere delle compagnie e dei registi mostrano - nelle differenti modalità
operative e nei diversi stili ed obiettivi espressivi - come non vi sia contraddizione fra un’alta
qualità espressiva ed artistica degli spettacoli creati in carcere e l’utilizzo a fini pedagogici del
mezzo teatrale: i due aspetti rinviano l’uno all’altro e si arricchiscono vicendevolmente. Il teatro in
carcere quando è guidato da una corretta metodologia artistica, crea indirettamente un contesto
pedagogico basato sull’autoformazione e sull’autoanalisi: un contesto pedagogico che coinvolge
tutti coloro che attraversano quella determinata esperienza teatrale, arricchendo la riflessione e la
cura della persona, la propria salute mentale e corporea, la propria sensibilità, la propria esperienza
cognitiva. La persona che vive l’esperienza del carcere deve trovare nel periodo della detenzione
occasioni di ripensamento e di ri-partenza. Del resto se la funzione del teatro è quella di stimolare
dei mutamenti, di cambiare evolvere e sviluppare punti di vista e convinzioni, quella del detenuto
può divenire una missione sociale, un percorso cioè di responsabilità che attraverso la creazione di
un racconto entra in rapporto vivo con la società libera, provocando emozioni, riflessioni e crescita
anche nei “liberi”. Il teatro in carcere diventa in questo modo un ponte comunicativo tra culture e
comunità diverse, tra liberi e non-liberi (da una non-libertà che non è soltanto quella carceraria) , un
luogo di mediazione tra il carcere e la città, un luogo di arricchimento esperenziale, il luogo di
sperimentazione per nuove coscienze e nuove relazioni.
Ma il teatro in carcere rappresenta anche un’opportunità unica di riflessione per il teatro civile, un
luogo di sperimentazione di nuovi linguaggi; in questo senso il carcere può divenire un luogo di
produzione culturale. Da questa doppia valenza pedagogico-artistica trae rilevanza e maggior
sviluppo tutta quell’attività teatrale connotata con la caratteristica dell’attività laboratoriale: progetti
che utilizzano il testo, la musica e l’immagine come terreno da esplorare da cui trarre elementi
funzionali sia allo sviluppo del sé che alla ricerca teatrale. Una ricerca continua fatta soprattutto di
scambio tra le diverse realtà carcerarie e le compagnie che vi lavorano in un sistema in cui l’identità
alla rete e la collaborazione interna è vitale al rafforzamento del progetto.
Risultati conseguiti nel 2006
Nel corso del 2006 il progetto è intervenuto a sostegno delle associazioni teatrali sottoelencate che
hanno svolto, all'interno delle carceri, attività di formazione teatrale e laboratoriale, consentendo la
realizzazione di eventi produttivi, spesso caratterizzati da una rilevante qualità artistica:
1. Carte Blanche/Centro Teatro e Carcere di Volterra – Carcere di Volterra
2. Teatro Popolare d’arte/Associazione culturale Mascarà – Casa circondariale di Arezzo
3. Associazione Culturale SOBBORGHI Onlus – Casa di reclusione di S. Gimignano
4. Giallo Mare Minimal Teatro – Casa circondariale di Empoli
5. A.I.C.S. - Casa circondariale “Ist. Mario Gozzini” di Firenze
6. ARIA/Associazione Teatralmusicale – N.C.P. Sollicciano sez. femminile
7. Associazione culturale O.S.A. Teatro – I.P.M. “Meucci” di Firenze
8. TiConZeroCompagnia – Casa di reclusione di Massa
9. Associazione Dialogo – Carcere di Porto Azzurro
10.ARCI Nuova associazione (Comitato di Firenze) – Casa circondariale di Sollicciano sez.
maschile
11. Associazione Teatro degli Stregatti – Casa circondariale di Sollicciano sez. maschile
12. Associazione Teatro Lux di Pisa – Carcere di Pisa
13 ARCI Solidarietà (Comitato di Livorno) – Casa circondariale Le Sughere di Livorno
14 Associazione Teatro Studio ARCI Grosseto – Casa circondariale di Massa Marittima
15. Arci Nuova Ass.ne Empolese – OPG Montelupo Fiorentino (Casa del Drago)
E’ stato inoltre realizzato un video che documenta la realtà del “teatro in carcere”, le metodologie con
cui viene affrontato il tema e le attività svolte negli istituti penitenziari dalle compagnie aderenti alla
rete, che costituisce un prezioso strumento di comunicazione e di disseminazione dell’esperienza
progettuale.
II. OBIETTIVI GENERALI
1. Sostenere e consolidare le attività di produzione teatrale di qualità, l’impiego del teatro come
strumento di socializzazione e di formazione della popolazione detenuta, la realizzazione di
laboratori di sperimentazione del linguaggio teatrale, e le attività di formazione alle tematiche del
disagio e del “diverso” per i giovani;
2. consolidare la rete dei penitenziari e delle case circondariali coinvolti dal progetto, anche in rapporto
alla Regione Toscana, incentivando la riflessione sulla molteplicità del tema, attraverso la specificità di
ciascuna realtà, e la realizzazione di iniziative e di attività comuni che creino scambio di esperienza;
3. favorire il dialogo e il confronto con esperienze similari presenti sul territorio nazionale;
4. promuovere la conoscenza delle esperienze del teatro in carcere, anche attraverso la diffusione di
materiali di informazione e comunicazione rivolti ai territori, la produzione di materiali che abbiano
valenza formativa per i giovani e le scuole e che siano terreno d’incontro per il mondo della cultura;
5. incentivare la circuitazione degli spettacoli al fuori del carcere, favorendo iniziative che possano
inserirsi all’interno delle programmazioni culturali dei comuni e delle province.
III. INTERVENTI E STRUMENTI Interventi previsti nell’anno 2007
Considerati gli obiettivi preposti il progetto per l’anno 2007 si realizzerà attraverso interventi mirati a:
a. consolidare e favorire la rete toscana del teatro in carcere, il suo coordinamento e
l’insorgenza di attività di cooperazione e di scambio di esperienza nei diversi istituti penitenziari,
soprattutto dal punto di vista produttivo;
b. evolvere la rete da luogo di scambi “informativi” a luogo di confronti d’ esperienze, metodologie e
poetiche di quanti hanno elaborato progetti organici, attraverso il confronto dentro e fuori dagli istituti
carcerari anche attraverso la realizzazione di iniziative sul tema;
c. coordinare il rapporto con le strutture carcerarie in stretta relazione con le similari istituzioni
regionali che operano in ambito sociale;
d. recuperare le esperienze storiche anche attraverso l’appropiazione di strumenti conoscitivi che
permettano la confluenza di dati atti a confrontare le analisi sistematiche da realizzarsi sull’esperienza;
e. contribuire all’espansione dello spazio web dedicato alle attività del teatro in carcere,
nell’ambito del sito regionale www.cultura.toscana.it e alla circuitazione del video realizzato dalla
Regione Toscana sull’esperienza della rete affinché diventino strumento di comunicazione e di incontro
per le istituzioni, gli operatori e la collettività.
Sono destinatari del contributo regionale le associazioni teatrali e le compagnie che svolgono
attività negli Istituti di Pena della Toscana.
Le associazioni teatrali e le compagnie per poter beneficiare del contributo regionale dovranno
presentare specifici progetti, corredati da un bilancio preventivo, finalizzati a raggiungere
gli obiettivi sopra indicati.
Il dirigente responsabile del progetto regionale provvede con proprio decreto a definire le scelte
funzionali del progetto, nonché i criteri di assegnazione del contributo regionale.
I contributi regionali saranno così liquidati:
70% dietro dichiarazione di inizio attività;
30% a conclusione dell’attività, dietro presentazione della regolare rendicontazione richiesta dagli
uffici regionali.
Sinergie con altri piani e programmi regionali
Il progetto, fin dal 1999, si è sviluppato in collaborazione con la Direzione Generale “Diritto
alla Salute e Politiche di Solidarietà”, che lo ha finanziato con risorse del proprio bilancio.
Sinergie con altri enti pubblici e privati
Province, Comuni, Penitenziari e Case circondariali della Toscana.
Costo del progetto per il 2007 è di Euro 291.918,32.