Già dal 1870 si erano avviate le pratiche
relative alla costruzione del teatro, ma
solo vent'anni dopo fu realizzato con la denominazione
di Teatro dell'Accademia Vincenzo
da Filicaia.
Nel 1929 il locale venne dato in gestione al
Partito Nazionale Fascista e venne ben presto
adibito anche a cinematografo.
In questa redazione, giunta fino agli anni
'50, il teatro presentava una sala presumibilmente
ovata, 14 palchi e un loggione, capaci
di ospitare 700 spettatori. Nel 1990 è stato
restaurato sia nell'impiantistica che nelle
decorazioni. Nella nuova redazione ha accentuato
il suo ruolo di sala cinematografica,
con posti a sedere solo in platea, mentre
la galleria è stata adattata a cabina di proiezione
e di regia.