Associazione Culturale Microscena in collaborazione con Teatro e Teatri in Chianti
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148
La vicenda del Ridotto è strettamente
congiunta a quella del grande teatro all'italiana
a pianta a ferro di cavallo con tre
ordini di palchi che privati cittadini realizzarono
su disegno degli ingegneri Gaetano e
Giuseppe Niccoli a partire dal 1863. L'inaugurazione
ufficiale avvenne nel novembre
del 1867 con la rappresentazione della Norma
di Bellini. Successivamente i fondatori si
costituirono in Accademia con la denominazione
di "Operosi Impazienti", e hanno
mantenuto la proprietà del teatro fino ai nostri
giorni dando vita a un complesso contenzioso
con l'Amministrazione Comunale
quando quest'ultima ha voluto acquisire la
proprietà completa dell'immobile per far
fronte alla nuova domanda culturale manifestatasi
in modo particolarmente forte durante
gli anni '70.
Nel 1894-96, accanto alla struttura principale,
alcune stanze adiacenti vennero ampliate
e destinate a "Circolo Umberto I", cioè al nucleo
che poi in seguito darà vita al Ridotto.
Alcuni limiti emersi nella visibilità dai palchi
e nell'acustica, oltre alle nuove esigenze di
ampliamento della sala a seguito del diffondersi
degli spettacoli cinematografici, richiesero
importanti interventi di ristrutturazione progettati dall'architetto Virgilio Marchi
e realizzati fra il 1926 e il 1931: la fabbrica fu
innalzata di 3 metri per realizzare un loggione
e per ampliare la curva della platea; l'arco
scenico venne ampliato con la ricostruzione
di quattro pilastri e furono rinnovate le decorazioni
a stucco e l'illuminazione. Le ingenti
spese rese necessarie per questa ristrutturazione
crearono problemi finanziari fra gli accademici
che si videro costretti così a vendere
i locali del "circolo" alla Casa del Fascio. Da
allora quello che poi diventerà il Ridotto del
teatro assolverà principalmente a luogo di
rappresentanza e di riunioni politiche. In
quest'occasione, oltre a manomettere il palcoscenico
che si trovava nella sala del Circolo,
si è accentuata la separatezza di questi locali
dal corpo principale del teatro.
Nel secondo dopoguerra il Ridotto, passato
all'Intendenza di Finanza, è stato acquisito
dall'Amministrazione Comunale che ha recuperato
questo spazio, ampiamente rimaneggiato
sotto il fascismo, a luogo teatrale
con cui soddisfare la crescente domanda culturale
emersa a partire dagli anni '70 (nascita
della scuola di musica, primi progetti di decentramento
teatrale, avvio di corsi di studio
di 150 ore per lavoratori, rapporti con le
scuole). Così mentre la possibilità di utilizzo
del vecchio teatro si riduceva definitivamente
non solo per i problemi del contenzioso sulla
proprietà, ma anche e soprattutto per quelli
connessi al suo degrado e all'adeguamento
alla normativa di sicurezza, proprio dai locali
del Ridotto sono partiti i lavori di recupero
dell'intera struttura teatrale avviati nel 1988
all'interno del programma FIO per i teatri
della Toscana. Ultimati i lavori e in attesa del
recupero del teatro, il Ridotto, a partire dal
1997, è diventato una delle infrastrutture culturali
più importanti di Castelfiorentino grazie
alla sua fisionomia di spazio polivalente,
con una sala per gli spettacoli, una saletta per
le proiezioni cinematografiche e ampi spazi
espositivi. Il Comune, in collaborazione con
l'Associazione Microscena, cui è affidata la
manutenzione ordinaria, organizza corsi di
teatro per adulti e ragazzi, rassegne di gruppi
amatoriali, mostre, convegni e seminari oltre
a una brillante stagione di prosa e musica.