Il teatro sorge all'interno di una vasta isola
urbana, compresa fra via Romana, via dei
Serragli e via Santa Maria, che precedentemente
era occupata dal monastero di S. Vincenzo
d'Annalena. Nel 1807 l'impresario Luigi
Gargani, acquistati i locali dalle Domenicane
terziarie, avviò l'ambizioso progetto di realizzare
in quest'area un centro per lo spettacolo
e lo svago dei fiorentini attraverso un
grande teatro all'italiana e un'arena estiva
con annesso salone da ballo e feste mondane.
Così, nella porzione dell'isolato che insiste
verso via dei Serragli, vennero realizzati l'arena
e il salone da ballo, rispettivamente su
disegni di Antonio Corazzi e Ridolfo Castinelli
e, nella porzione verso via Romana, il
grande teatro all'italiana con palchi costruito
su progetto dell’architetto Giuseppe Del
Rosso (1817).
La facciata principale, su via Santa Maria,
non presenta particolari elementi monumentali,
forse anche in considerazione del
preesistente tessuto edilizio riutilizzato. Il lato
minore del volume antistante la sala, all'esterno,
risulta diviso dalle cornici marcapiano
in tre fasce orizzontali: quella inferiore è
caratterizzata dal portone d'ingresso coperto
da una modestissima tettoia in ferro e vetro;
quella centrale dalla scritta "Teatro Goldoni"
con tre fiaccole metalliche simbolo
dell'Accademia dei Ravvivati; infine quella
superiore è caratterizzata da una grande finestra
di foggia neoclassica che riproduce le
forme del lunettone termale.
All'interno, dopo eleganti disimpegni neoclassici,
atrio e foyer, si accede alla sala di
forma ovoidale con quattro ordini di palchi,
coperta da un'elegante volta incannicciata
con al centro un grande occhio per il lampadario
e una ricca decorazione pittorica e a
stucco: concepita come una galleria di uomini
illustri del mondo del teatro che procedendo
sulla circonferenza più ampia con
l'alternanza di busti e di emblemi delle arti
coreutiche, si apre verso il centro della volta
con uno sfondato aereo mediante una teoria
di festoni floreali sorretti da putti alati.
La struttura originaria era dotata inoltre di
un ampio boccascena che nel suo spessore
inquadra tre barcacce per lato, e di una
grande torre scenica.
Il teatro venne inaugurato il 17 aprile 1817
con Il burbero benefico di Goldoni e con il balletto
La figlia malcustodita di Jean Dauberval,
il famoso ballerino e coreografo francese
del '700.
Dopo un periodo di chiusura e di declino seguito
dalla partenza della corte lorenese da
Firenze all'unificazione italiana, il teatro,
rinnovato al suo interno e illuminato con un
nuovo impianto a gas, venne riaperto nel
marzo del 1875 con l’opera di Rossini L’italiana
in Algeri.
Nonostante un nuovo periodo di attività iniziato
nel febbraio 1914 con la rappresentazione
de La fiaccola sotto il moggio di D'Annunzio,
il teatro subì di nuovo un rallentamento
della sua attività e un processo di decadenza
che andò accentuandosi anche nel
secondo dopoguerra.
Dopo alcuni spettacoli, e in particolare con
la messa in scena di Query di Meredith Monk
nel settembre 1976, si evidenziarono i gravi
problemi strutturali e di sicurezza che portarono
alla definitiva chiusura.
Pochi anni dopo il Comune di Firenze, avviando
con gli ultimi proprietari le pratiche
di acquisizione dell'immobile, ha varato un
primo ciclo di consistenti interventi di
straordinaria manutenzione su progetto
dell'architetto Riccardo Gizdulich. A causa
delle condizioni statiche dell'edificio e ai lavori
straordinari di deviazione di un canale
di scolo passante sotto la platea, è stato necessario
un ulteriore intervento di consolidamento
dei palchi e delle coperture della
sala mediante un anello di strutture metalliche
e cerchiaggi in cemento armato che
hanno manomesso pesantemente la struttura
originaria della sala. Dopo un periodo di
sospensione dei lavori e ulteriori danni alle
coperture e alla graticciata del palcoscenico
causati dal freddo eccezionale verificatosi
nel gennaio del 1985, è stato inaugurato un
nuovo ciclo di lavori inserito nel Programma
Regionale FIO con un nuovo progetto
affidato all'architetto Giuseppe Cini coadiuvato
dall'architetto Claudio Ruffilli e dagli
ingegneri Giancarlo Martarelli e Adamo Discepoli.
Il teatro è stato riaperto nel 1998 con un celebre
allestimento dell'Orfeo di Monteverdi
per la regia di Luca Ronconi e oggi è utilizzato
prevalentemente come spazio teatrale
dedicato alla danza con spettacoli del Corpo
di ballo del Comunale e di altre compagnie.
Come si è detto all'inizio, oltre al teatro, sul
lato di levante adiacente all'arena diurna,
oggi Cinema Goldoni, l'impresario Gargani
fece costruire anche un salone su disegno
dell'architetto Ridolfo Castinelli, completando
così il suo vasto progetto "Delices Goldoni"
che egli aveva previsto nel cuore dell'Oltrarno.
Al salone, che prese il nome dal
suo ideatore, si accedeva da via S. Maria: era
destinato alle feste da ballo e si apriva, come
l'arena, sui vasti giardini retrostanti.
Col decadere del complesso teatrale e di divertimenti
il Goldoni, persa la sua funzione
originaria divenne, dopo l'acquisizione da
parte del Comune di Firenze, un deposito
comunale.
All'inizio degli anni '80 l'Amministrazione
Comunale, tramite l'assessorato alla cultura,
lo ha utilizzato come sede della "Bottega
Teatrale di Firenze" diretta da Vittorio
Gassman.
Ultimamente, dopo ulteriori interventi di ristrutturazione,
anche questo storico spazio è
stato recuperato all'attività come sede stabile
della Compagnia Virgilio Sieni Danza.