TEATRI della TOSCANA
Guida agli spazi teatrali aperti
Presentazione
Toscana e teatro sono due voci inscindibili: non a caso il melodramma è nato a Firenze oltre
400 anni fa. Questa sua origine e l'interesse che l'opera ha sempre avuto nella regione
sono certamente parte di quella straordinaria fioritura di edifici dedicati allo spettacolo
che caratterizza la Toscana.
Sono 190 i teatri attivi nella regione: uno più o meno ogni 18.000 abitanti. Una proporzione
da far tremare i polsi. Tutti aperti, tutti funzionanti, con una stagione programmata di
spettacoli e iniziative di educazione al teatro. Alla fine del 2004 altri 20 teatri, oggi in avanzata
fase di restauro, si andranno ad aggiungere a quelli già operativi. E saremo a quota 210!
Di fronte a una ricchezza così ampia e diffusa sul territorio abbiamo ritenuto opportuno
pubblicare una guida ai teatri della Toscana come utile strumento di consultazione, ma anche
per rendere nota una vivacità culturale che riteniamo unica in Europa.
Il desiderio è quello di far conoscere i nostri teatri al pubblico, ai tanti potenziali frequentatori
e utenti, ma anche agli operatori del settore per i quali sono state predisposte schede
tecniche di riferimento per ogni struttura e, inoltre, dar conto dei numerosi interventi di recupero
che sono stati fatti con fondi pubblici e privati fin dagli anni '80. Questo ingente patrimonio
architettonico, artistico e culturale ha nel teatro fiorentino della Pergola un modello imitato
in tutto il mondo, che ha dato l'avvio a una storia dei teatri in Toscana che vede, già nel
secolo XVIII, centri urbani grandi e piccoli rivendicare una struttura fissa, adeguata e "nobile"
per gli spettacoli e le feste. Dunque i nostri teatri sono spesso da collegarsi a un'importante
collocazione storica che, come si è detto, ha un suo primo consistente nucleo in edifici settecenteschi
e quindi una sua consistente esplosione nel secolo successivo.
La borghesia nascente vede nel teatro, allo stesso modo che nel parco pubblico, il simbolo
della sua ascesa e della sua affermazione sociale ed economica. E la Toscana pre e postunitaria
si popola di teatri: dal Metastasio di Prato, al Verdi di Montecatini, al De Larderel di
Pomarance, al teatro degli Industri a Grosseto fino al Verdi e al Goldoni di Firenze o al Petrarca
di Arezzo. La matrice architettonica resta legata alla magnifica armonia della Pergola,
opera di Ferdinando Tacca inaugurata nel 1657.
Sono in prevalenza le Accademie, cenacoli di menti illuminate, che costruiscono e mantengono
i loro teatri: gli Arditi a Cortona, gli Incostanti a Pieve Santo Stefano, gli Operosi ad
Arezzo, gli Animosi a Marradi e a Carrara, gli Astrusi a Montalcino o i Rozzi a Siena, tanto
per citarne alcune.
Alle Accademie nel XX secolo si sostituiscono le Società Operaie (Stia, 1925), i circoli cattolici,
il partito fascista (Castelfranco di Sopra, 1930), le Società Filarmoniche (Bucine) o le
aziende come la Solvay a Rosignano o la Manifattura Tabacchi a Firenze, mentre nella seconda
parte del '900 sono le amministrazioni comunali che direttamente aprono e spesso
gestiscono spazi teatrali: Barberino di Mugello, Scandicci, Cascina, Poggibonsi per ricordarne
alcuni. Oggi sono ancora gli enti locali che si preoccupano di recuperare edifici e antichi
spazi di lavoro o di servizio dimessi e di restituirli alle comunità come luoghi di spettacolo:
così la Cava di Gavorrano diventa il Teatro delle Rocce e le Stazioni Leopolda di Firenze e Pisa
ospitano mostre e spettacoli.
Le dimensioni dei teatri toscani sono le più varie, dai più grandi come il Verdi e il Comunale
a Firenze si passa a teatri piccolissimi come quello di San Casciano dei Bagni o di Vetriano
con le sue 65 sedie e 2 ordini di balconate da 15 posti ciascuno.
Teatri scrigno o teatri bomboniera, molti dei quali "abitati", ovvero con compagnie in residenza
e sovente collegati in rete tramite la figura del direttore artistico o altre forme di aggregazione.
Il circuito maggiore, finanziato con progetto regionale, è quello di "Sipario aperto":
94 piccoli teatri che oltre la programmazione degli spettacoli svolgono funzioni di
formazione del pubblico e di educazione di base alle arti dello spettacolo.
Rispetto a questo enorme patrimonio architettonico, artistico e culturale la Regione Toscana
agisce con programmi di conservazione e valorizzazione delle strutture, secondo due tipologie
di interventi: una strutturale, relativa al restauro e alla messa a norma degli edifici; l'altra
legata alla produzione e promozione degli spettacoli. L'elevato numero di immobili adibiti a
teatro, distribuiti su tutto il territorio regionale, comporta un investimento non indifferente.
Complessivamente dal 1995 al 2000 i progetti di recupero, restauro e messa a norma di teatri
sono stati 38, pari a un costo complessivo di 46,9 milioni di euro, con un contributo regionale
di 2,9 milioni di euro. Dal 2000 sono stati attivati 14 nuovi progetti DOC.U.P. per un costo
complessivo di 4,8 milioni di euro con un contributo regionale di 2,9 milioni di euro. Inoltre il
Progetto FIO, rivolto a 31 teatri, ha visto un investimento della Regione Toscana di 10,8 milioni
di euro. Attualmente la Regione continua a intervenire su 20 strutture teatrali, che interessano
edifici grandi e piccoli, storici o moderni, diffusi su tutto il territorio regionale.
Contenitori prestigiosi e contenuti di qualità: le due cose non possono essere viste separatamente
e per questo la Regione sostiene le produzioni innovative di prosa, musica e danza,
con fondi e iniziative proprie. Nel 2003 la Regione ha investito per lo spettacolo 7 milioni
e 379mila euro di cui 1.817.513 a favore di soggetti che hanno partecipato ai bandi di selezione.
È anche in virtù di questi interventi che sono state finanziate 65 compagnie, tra prosa,
musica e danza, su 97 domande presentate, favorendo così la realizzazione di nuove produzioni
e conseguentemente la crescita culturale e lo sviluppo di impiego in questo settore.
Non bisogna dimenticare, poi, che la Toscana ha un suo teatro stabile regionale, il Metastasio,
con sede a Prato, e una sua orchestra, l'ORT, che ha la sede al Teatro Verdi di Firenze.
Oltre a sostenere queste istituzioni, la Regione è impegnata a potenziare il suo ente lirico
principale, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e il suo prestigioso festival nato nel
1933. La Regione ha inoltre favorito con il progetto Città Lirica la nascita di un secondo polo
lirico toscano che interessa le città di Livorno, Lucca e Pisa, sedi di antichi teatri, e il Festival
Pucciniano. Il progetto ha come obiettivo la realizzazione di produzioni liriche di alto livello,
il coordinamento tra i teatri e il sostegno a un'orchestra di giovani professionisti, "Città
Lirica Orchestra e Coro". Sono presenti inoltre altre prestigiose formazioni sinfoniche, di
danza e di prosa, e numerosi sono i festival che interessano tutti i generi dello spettacolo dal
vivo, compresa la musica popolare e il teatro di strada.
Possiamo concludere questa carrellata citando alcune particolari rassegne teatrali che si
svolgono in luoghi insoliti, come Volterrateatro che si anima nel carcere dell'antica città etrusca,
o il Teatro Povero di Monticchiello, un piccolo borgo del senese in cui ogni estate gli
abitanti diventano attori, registi e autori di teatro, o San Miniato, dove si propone il Dramma
Sacro o, ancora, Montepulciano che anima tutto il paese con un Cantiere d'Arte.
Una panoramica di spazi nati per lo spettacolo come quelli censiti e riportati in questo
volume che sono tanti e che si arricchiscono di luoghi legati alla quotidianità (piazze, parchi)
o a funzioni specialistiche e che concorrono alla grande e generosa diffusione dello
spettacolo in Toscana.
Mariella Zoppi
Assessore alla Cultura della Regione Toscana dal 2000 al 2006
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