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Teatro dei Vigilanti

Comune:Portoferraio
Indirizzo:Piazza Gramsci - 57037 PORTOFERRAIO (LI)
Telefono:0565 937240 (Ufficio Cultura); 0586 944024 (Cosimo de’ Medici srl)
Fax:0586 945355 (Comune); 0564 916391; (Cosimo de’ Medici srl)
e-mail: a.palombo@comune.portoferraio.li.it
Sito web: www.comune.portoferraio.li.it
Proprietà: Comune di Portoferraio
Gestione: Cosimo de’ Medici srl
Posti: 225


La settecentesca chiesa del Carmine venne trasformata, proprio alla fine dell'età napoleonica, in uno spazio teatrale su progetto dell'architetto Paolo Bargigli, professore di architettura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara, e progettista, oltre che di molti interventi napoleonici all'Isola d'Elba, anche dei teatri degli Impavidi di Sarzana e del Teatro Regio di Lucca. Il nuovo teatro venne inaugurato il 24 gennaio 1815 e presentava l'aspetto tipico dei teatri moderni all'italiana: pianta a ferro di cavallo con 65 palchi distribuiti su 4 ordini sormontati da un loggione. Le decorazioni pittoriche interne e il sipario furono realizzati dal pittore piemontese Antonio Revelli, quelle a stucco dallo stuccatore livornese Campolmi. Dopo la definitiva caduta di Napoleone, nel maggio del 1815 il teatro venne nuovamente inaugurato con l'odierna denominazione. Per tutto l'800 in questo spazio si alternarono rappresentazioni di prosa, di lirica e feste da ballo. All'inizio del '900 la situazione economica livornese e la diminuzione di spettatori peggiorarono sensibilmente il deficit di bilancio e nel 1920 il teatro venne chiuso. Fu poi restaurato fra il 1922 e il 1923 su progetto dell'ingegner Visioli. In questa occasione vennero sostituiti con un nuovo loggione il quarto ordine di palchi e il vecchio loggione; furono rinnovati la tappezzeria, i camerini, il palcoscenico e la buca dell'orchestra. Dopo nuovi restauri, nel 1937 il teatro venne utilizzato prevalentemente come cinematografo fino al 1952. Seguì un lungo periodo di abbandono interrotto alla metà degli anni '80 da un vasto intervento di recupero su progetto dell'architetto Maria Berta Betazzi, reso possibile anche grazie ai finanziamenti del progetto regionale FIO. A lavori ultimati il teatro risulta recuperato non solo all'attività teatrale ma anche ad attività di tipo congressuale.
 
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