Ubicato nel centro del capoluogo, proprio
accanto alla chiesa di San Vincenzo,
il teatro dell'Olivo è uno dei più antichi
della lucchesia.
La sua origine infatti risale alla metà del '600
per iniziativa dell'Accademia dei Deboli che
ristrutturò allora un filatoio di lana. Il teatro
che all'inizio si presentava come una sala adattata
venne ristrutturato verso il 1770: la
sala prese una forma ovale e fu dotata di palchetti.
Nel 1920, oltre alla trasformazione in
galleria dell'ultimo ordine di palchi e del
loggione, vennero rinnovate tutte le decorazioni
per opera del pittore Domenico Ghiselli.
Come molti altri teatri di queste dimensioni,
dopo aver riportato gravi danni durante
l'ultimo conflitto mondiale e dopo i risarcimenti
eseguiti dal genio Civile, ha svolto
ancora un'attività prevalentemente cinematografica
prima della chiusura avvenuta negli
anni '50.
Dopo un lungo periodo di abbandono e dopo
essere stato acquisito dall'Amministrazione
Comunale, alla metà degli anni '80 è stato
avviato un vasto progetto di recupero sia
strutturale che funzionale su progetto
dell'architetto Riccardo Gizdulich.
Negli ultimi due anni e con un impegno finanziario di
circa 2 milioni di euro, si è conclusa anche
l'ultima fase dei lavori e finalmente nell'agosto
del 2003 quello che può essere considerato
il teatro più vecchio della provincia è
tornato a funzionare con uno spettacolo dedicato
a Giorgio Gaber.