Si tratta di un bell'esempio di teatro nobiliare realizzato nella seconda metà dell'800 all'interno del prestigioso palazzo
della ricca famiglia De Larderel a Pomarance.
Inaugurato nel settembre del 1872 con un concerto della banda di Larderello, si affiancava a un altro spazio teatrale ospitato nel
cortile del palazzo e destinato prevalentemente a spettacoli e a concerti dei dipendenti delle industrie dei De Larderel.
Il teatro nel palazzo si presentava come tipico saloncino destinato invece alle feste e ai ricevimenti della famiglia.
Posto al piano nobile e preceduto da un atrio riccamente decorato a fresco con motivi floreali e candelabre nelle volte,
il salone presenta una decorazione a stucchi dorati e a fresco di stile neoclassico e si apre nella parete di destra con
due finestroni verso il giardino. Sulla parete opposta le due aperture delle finestre sono simmetricamente alluse da
sfondati originariamente ospitanti degli specchi. Sopra la cornice che conclude le pareti alludendo a un'essenziale
trabeazione, si imposta un elegante soffitto decorato a falsi cassettoni poligonali e rosoni con al centro un grande
affresco su tela riproducente l'Aurora di Guido Reni. La sala è dotata di un palcoscenico in legno di dimensioni ben
proporzionate e che conserva numerose dotazioni di scena con alcune quinte armate dipinte e due fondali anch'essi dipinti.
La presenza di queste dotazioni di scena autorizzano a pensare questa struttura non solo come luogo per feste da ballo
e serate di gala ma anche come luogo di rappresentazioni teatrali o piccole pièces quali sciarade, quadri viventi,
proverbi, secondo la grande tradizione francese delle feste aristocratiche alle quali i De Larderel erano stati avvicinati
da Amicie De Larderel e da alcuni suoi aristocratici amici quali Joachin Murat e, in particolare, Alexander de Talleyrand
Périgord duca di Dino.
Il teatro con il palazzo che l'ospita subì gravi danni durante l'ultimo conflitto mondiale. Nel 1964, i Ginori Conti,
eredi dei De Larderel, cedettero il Palazzo all'Amministrazione Comunale che da allora ha iniziato il suo recupero.
Inserito nel Progetto Regionale FIO nel 1991 il teatro è stato oggetto di un restauro che su progetto dell'architetto Florestano
Bargelli ha riportato la sala al suo aspetto originario, sono stati realizzati nuovi tendaggi, il sipario, l'arredo, gli
impianti tecnologici e i servizi igienici; è stato inoltre dotato di un ingresso separato dal Palazzo e di un ampio atrio
ricavato da due ambienti antistanti.