La "congrega" dei Rozzi, fondata nel 1531, dopo essersi trasformata in Accademia nel 1690 divenne,
soprattutto nel corso dell'800, una delle istituzioni culturali più prestigiose di Siena. Dopo aver
utilizzato per la propria attività il Saloncino posto nei locali dell'Opera Metropolitana, l'Accademia,
a seguito anche del divieto granducale di utilizzare il Saloncino, decise nel 1804 di edificare
un nuovo teatro nei locali della sua sede posta in Piazza di San Pellegrino (oggi Indipendenza)
su progetto dell'architetto senese Alessandro Doveri. Nella primavera del 1817 il nuovo teatro
venne inaugurato e aperto al pubblico: la sala a pianta a ferro di cavallo con 71 palchi suddivisi
in quattro ordini presentava le eleganti forme della tipologia del teatro all'italiana. Nel corso
dell'800 il teatro fu interessato a varie stagioni di restauri e riattamenti soprattutto alle
decorazioni e vide impegnati oltre al Doveri anche architetti quali Augusto Corbi e Giuseppe
Partini e decoratori quali Vincenzo Dei, Giuseppe Marchesi, Alessandro e Giuseppe Maffei.
Nella veste scaturita dai restauri del Corbi (1873) il teatro ha svolto un'intensa attività di prosa
fino al 1945, quando, dopo uno spettacolo dato in onore delle truppe alleate, venne dichiarato
inagibile a causa dei danni riportati nel corso della guerra. Il teatro ha subito un lungo periodo
di chiusura e solo negli anni '70 l'Accademia ha avviato un piano di recupero rimasto interrotto
per mancanza di fondi. Nel 1985 i lavori sono ripartiti grazie a una prima convenzione stipulata
fra l'Accademia e l'Amministrazione Comunale (attraverso la copertura finanziaria dei lavori il
Comune avrebbe avuto per 25 anni la gestione del Teatro). Dopo ulteriori finanziamenti da parte
dell'Amministrazione Comunale l'intervento di restauro, su progetto dell'architetto Massimo Bianchini,
è stato completato nel 1998. La città di Siena ha così pienamente recuperato all'attività uno dei suoi
più importanti e significativo teatri.