Il teatro ha una sua realtà comune in queste diverse esperienze: dentro il teatro ed ha al centro l'attore; fuori del teatro e si impernia nel comunicare, radicandosi tra uomini concreti in uno specifico contesto, in un teatro che, scrive Balázs, è 'rappresentazione simbolica di una visione del mondo'. L'attore come dimensione espressiva del fare teatro è il fine e il nodo irrisolto e stimolante delle tensioni progettuali e sperimentate del teatro del Novecento, l'attore in quanto uomo che usa consapevolmente se stesso per esprimere. E proprio per questo la ricerca che è dentro il teatro esce fuori dal teatro: l'attore in quanto uomo diviene una possibilità degli uomini, un esempio, un progetto.
Fabrizio Cruciani, Teatro del Novecento - Registi pedagoghi e comunità teatrali nel XX secolo, Sansoni Firenze, 1985







